sabato 4 aprile 2026

Pane rustico paquale con farina di castagne, limoncello, pecorino e cojoni di mulo

La danza è una delle arti più belle e difficili di tutti i tempi, le ballerine e i ballerini hanno una formazione spesso estenuante, il loro lavoro non viene adeguatamente considerato nelle società contemporanee e la contrattualizzazione è spesso un concetto più astratto che reale. La carriera presenta innumerevoli rischi e mediamente è relativamente breve. Eppure, dalla notte dei tempi, la danza continua a trovare una sua espressione nei corpi di persone che ne incarnano la meravigliosa bellezza, la straordinaria levità, la catartica variazione di ritmi in un infinito quando spettacolare amore per la cosmica danza eternamente reiterantesi nel dialogo con la forza di gravità e i moti galattici. 

Questa ricetta è ispirata al coraggio di chi sa essere bellezza in movimento. 


Farina integrale

Farina di semola

Farina di castagne (poca)

Limoncello

Zesta di limone

Pecorino grattugiato

Salame cojoni di mulo 

Zenzero in polvere

Pepe nero

Olio evo

Sale

Zucchero

Lievito di birra

Acqua

Sfrizzoli vari


Far lievitare un po' di farina con acqua e lievito di birra per un paio d'ore, quindi aggiungere le altre farine, il limoncello, le zeste di limone, lo zenzero, il pepe, il sale, lo zucchero, l'olio, se serve altra acqua, e far lievitare per una mezza giornata e una nottata, quindi dividere il panetto quasi a metà, stendere la parte più grande nello stampo per plum cake oliato o foderato con carta forno, farcire con i tocchetti di salame, gli sfrizzoli e il pecorino mescolati a parte, coprire con il restante impasto, guarnire con sale grosso, infornare in forno ben caldo ma non al massimo della temperatura per il tempo necessario alla cottura. 

venerdì 3 aprile 2026

Spezzatino di manzo con amaro Foresta Umbra

Belgrado è una città particolare. Per molti anni ha faticato non poco a fare i conti con un passato atroce, difficile da comprendere, impossibile da dimenticare e al contempo da accettare. Da alcune settimane, pare che la capitale della Serbia, di una ex Jugoslavia divisa dall'odio deciso in alte sfere e perpetrato senza pietà in un contesto storico complesso, abbia deciso di reagire, di recuperare la sua forza di fiera ferita e di recuperare quella dimensione internazionale contemporanea in una Europa in continuo movimento. Belgrado può precipitare nel baratro di un passato non ancora remoto oppure può essere crocevia tra Oriente e Occidente, ha intessuto solidi rapporti con l'Italia, può recuperare la sua forza chiudendo la porta a quell'odio cruento e impietoso e finalmente rinascere nella bellezza che, volendo, potrebbe esprimere nella vivacità culturale fondata sulla mediazione e sull'incontro anziché sullo scontro e sulla negazione stessa del principio di dignità umana. 

Questa ricetta è ispirata alla speranza e alla libertà delle università. 


Amaro Foresta Umbra

Spezzatino di manzo

Cipolla

Aglio

Patate

Aceto di mele

Rosmarino

Timo

Salvia

Alloro

Sale

Acqua


Sciacquare lo spezzatino con l'aceto di mele, far scaldare l'olio in una padella dal bordo alto e dal fondo spesso oppure in una pentola non troppo alta, quindi far sigillare la carne insieme a cipolla tritata e aglio a fettine. Sfumare abbondantemente con l'amaro Foresta Umbra, abbassare la fiamma, coprire e far cuocere, quindi aggiungere il mazzetto aromatico che non deve prevalere ma semplicemente insaporire lievemente, aggiustare di acqua e sale, far cuocere a lungo finché la carne non si sia ben ammorbidita fin quasi a sfilacciarsi, dunque aggiungere un altro mezzo bicchierino di amaro Foresta Umbra e le patate sbucciate, tagliate a pezzetti irregolari e salate.  




giovedì 2 aprile 2026

Spezzatino di vitella aromatizzato al limone con limoncello

La propaganda è uno strumento che si usa da sempre in politica, con le moderne tecnologie si è semplicemente adeguata ai tempi, con la diffusione credibile di false notizie, che tendono a screditare chi ha una certa popolarità. 

Questa ricetta è ispirata all'arte del dibattito, che è cosa ben diversa dal motteggiamento gratuito.  


Spezzatino di vitella

Zesta di limoni non trattati

Foglie di limoni non trattati

Olio evo

Sale

Limoncello

Acqua

Patate


In una pentola dal bordo alto far sigillare la carne con l'olio ben caldo aggiungere le foglie di limone, quindi sfumare abbondantemente col limoncello artigianale, aggiungere parte delle zeste di limone, salare, abbassare la fiamma e coprire, far cuocere, aggiustando di acqua per almeno un paio di ore, quando lo spezzatino è ben morbido, aggiungere altre zeste e le patate sbucciate e tagliate. 

giovedì 26 febbraio 2026

Cronachette di un viaggio in Italia. Mentana * Tarquinia Lido * Tarquinia * Mentana

Ci svegliamo non troppo presto in una soleggiata giornata di fine inverno, decidiamo di andare in zona etrusca per approfondire quanto la piccola ha appreso durante il laboratorio presso il romano museo etrusco di Villa Giulia. Prepariamo il necessario, svolgiamo alcune faccende domestiche e saliamo sulla Volvo V60 Business che avrebbe bisogno di una bella lavata, viste le piogge sabbiose e il fango delle scorse settimane.  Dopo qualche tentennamento, riusciamo a partire. Percorriamo la Cassia Bis e, attraversando l'inverno che diventa primavera, raggiungiamo il mare di Tarquinia Lido, non senza fare una piccola sosta alla Cimina, azienda della Tuscia viterbese che ha fatto delle nocciole e del cioccolato un'arte dolciaria. Peschi, mandorli, mimose rassicurano le schive querce sull'alternarsi delle stagioni, i prati sperimentano rari abbinamenti cromatici, acquedotti e borghi adornano una campagna collinare coltivata da millenni eppure selvatica. Scorgiamo finalmente il mare nel suo blu eterno, nella sua perfetta liquida bellezza, una festa degli occhi che ci fa pregustare il piacere di liberare i piedi nella sabbia, facendoci solleticare le dita dall'acqua fredda. Troviamo facilmente parcheggio, sono poche le persone che in inverno frequentano i lidi, peraltro chiusi, come i negozi che evidentemente in estate sono pieni di merci e di gente. ci togliamo le scarpe, indossiamo le ciabatte e ci dirigiamo verso la spiaggia, dove ritroviamo la felicità del vivere. Non vogliamo andar via ma la fame si fa sentire e il museo ci attende. Arriviamo a Tarquinia paese in modo un po' tortuoso ma finalmente raggiungiamo il portale e la piazza principali, parcheggiamo e visitiamo il bellissimo museo, una sosta rinfrancante al parco giochi da cui ammiriamo uno splendido tramonto e poi torniamo verso Mentana, attraversando borghi e strade buie, illuminate vagamente dalla luna e dalle stelle che ci accompagnano luminose.

venerdì 2 gennaio 2026

Cronachette di un viaggio in Italia. Mentana*Napoli*Mentana

 Mentana* Napoli * Mentana 


Ci svegliamo presto con l'intenzione di andare in Campania. Carichiamo sulla Volvo V60 business e imbocchiamo l'autostrada con un po' di deviazioni. Il tempo non promette niente di buono, Claudio è di pessimo umore e tutto il viaggio di andata è pesantissimo, difficile godere delle bellezze paesaggistiche con un grumo di negatività nell' abitacolo. La pioggia ci accoglie a Napoli, dove arriviamo sbagliando strada più volte. Mi fermo per riprendere le energie nella bellezza della basilica dell'incoronata Madre del Buon Consiglio che sta chiudendo, riesco a sbirciare velocemente all'interno, recuperando energie, positività, equilibrio e senso del bello, il ritmo vivace e cadenzato della città mi rimette di buon umore. Alcuni momenti folcloristici ci fanno sorridere. Dopo aver chiesto informazioni ad un camionista gentile, arriviamo alla Città della Scienza, dove troviamo la generosa accoglienza e mangiamo qualcosa nel bar interno. Ripartiamo nel pomeriggio, facciamo un breve pellegrinaggio musicale verso la casa natia di Edoardo Bennato e finalmente vediamo il bel Golfo che decide di stordirci: da una parte il livido chiarore dorato, al centro il mare scuro scuro, e dall'altra Castel dell'Ovo, il Vesuvio, Napoli e la luna piena. Per chi conosce la città non c'è bisogno di aggiungere altro. Tutto sembra possibile, anche danzare con le nuvole coccolati dalle onde cupamente briose nel policromatico mosaico architettonico che sfida le convenzioni in un armonioso disequilibrio aleatorio. Ci immergiamo nel traffico del lungomare, per vedere ancora e ancora quella meravigliosa feroce e dolce bellezza. La coesistenza nel medesimo tempo e spazio di una impressionante quantità di ossimori svela la sinfonica complessità di questa incredibile città,  dea che sorride dell'esser eternamente viva. Il Vesuvio gioca a nascondino con il temporale, il porto è parte della quotidianità, esplicita dimostrazione della falsità dei confini. Torniamo verso Mentana a malincuore nella pioggia di gennaio. 

mercoledì 31 dicembre 2025

Cronachette di un viaggio in Italia. Francavilla al Mare * Antrodoco * Mentana

 Francavilla al Mare * Antrodoco * Mentana


Ci svegliamo col freddo della notte, prima dell'alba prepariamo tutto, svolgiamo alcune faccende domestiche, ammiriamo il mare placidamente feroce, risaliamo sulla Volvo V 60 business e partiamo con la tristezza nel cuore. L'Abruzzo, strepitosamente bello, ci indurisce il cuore, ci appesantisce l'animo. Stiamo partendo perché è freddo o perché se non partissimo ora, sarebbe impossibile ripartire? Temiamo forse di non riuscire a resistere a quella fortissima, sincera energia di cui ci sentiamo parte, seppur brevemente. Tutto è bellezza, semplice, assoluta. Facciamo una eccellente colazione da Caprice di Camplone a Pescara, proseguiamo e man mano che andiamo avanti ci è più evidente il desiderio, il richiamo a restare. Come in un multiplo orgasmo, non facciamo in tempo a sentirci felici di un paesaggio che subito un altro, intenso in modo affatto diverso ci stordisce e poi di nuovo, dal mare, alle colline, alle montagne e poi altre montagne e colline differenti e tutto è luminosa forza vitale. Proseguiamo, ci fermiamo al solito forno nei pressi dell'Aquila e poi prendiamo un caffè ad Antrodoco, per un breve tratto un pastore abruzzese maremmano sembra volerci accompagnare, come fossimo un gregge in ordinata transumanza. Arriviamo a Mentana giusto in tempo per salutare amici e parenti, organizzare una cenetta di Capodanno, con la preoccupazione di stare accanto ai nostri amici a quattro zampe per evitare che si spaventino troppo. 

martedì 30 dicembre 2025

Cronachette di un viaggio in Italia. Mentana * Francavilla

 Mentana * Francavilla


Ci svegliamo prestissimo con l'intento di andare a Francavilla, svolgiamo alcune faccende domestiche, carichiamo il necessario sulla Volvo V 60 business nera, salutiamo i parenti e imbocchiamo l'autostrada. L'Abruzzo ci saluta con panorami e colori meravigliosamente emozionanti. Il pallido fucsia si alza brevemente le vesti lasciando intravedere un ceruleo cielo in cui trovano vitrea tridimensionalità le montagne protette dalla Luna quasi trasparente. Usciamo a L'Aquila, dove ci accoglie un biancore latteo, prati rinsecchiti ghiacciati dalla brina, alberi spogli di foglie adornati di gelide goccioline e ragnatele cristallizzate, la nebbia imbianca l'aria senza lasciar intravedere altri colori che il bianco, il marrone scurissimo dei tronchi rinfrescati dall'inverno e il grigio dell'asfalto. Facciamo colazione nel bar del forno. Per qualche momento abbiamo la sensazione di essere dentro una soffice nuvola, in un libro illustrato di fiabe nordiche. Proseguiamo e presto arriviamo a Francavilla attraversando le vivaci colline che dalla rocciosa montagna si affastellano verso il mare. I volumi sono netti, non vi è indecisione sui tratteggi, nessuna fluidità, tutto è scandito da intensi chiaroscuri e colori essenziali, senza fronzoli. Per un breve istante ho la percezione della veduta d'insieme, un frammento della overview astronautica. Il mare ci accoglie con ventoso fragore. Troviamo velocemente parcheggio tra i platani nudi che sembrano sgridarci per non aver capito l'importanza della scricchiolante danza autunnale, perché non abbiamo compreso che avremmo dovuto esser lì anche questo autunno per ascoltare la musica perfetta del mare, del vento, delle foglie che coraggiosamente si staccano dai rami per il loro fatale ballo individuale? La casa è gelida, Francavilla splendida, meno affollata del solito ma forse proprio per questo ancor più bella. Il temporale arriva dal mare, le drammatiche colonne di pioggia tanto sturm und drang si avvicinano alla placida riva adriatica generando ossimoriche emozioni. Ci addormentiamo con stanchezza ma non senza fatica.