Ci svegliamo pigramente in questa giornata settembrina in cui il sole scalda l'aria ancora calda di fine estate. Carichiamo sulla Volvo V60 business il necessario per trascorrere una giornata a vela. Cerchiamo di evitare la Pontina, attraversiamo paesi che sembrano affastellarsi affannosamente tra il tenersi al passo con la Capitale, mantenere la propria antica identità, dialogare con le borgate, l'industrializzazione, i centri commerciali e la produzione agricola intensiva. Le campagne ondulate dei Castelli romani si espandono con semplicità lineare verso il Tirreno, tra vigneti, filari di eucaliptus, campi di kiwi, villini e diroccate fattorie. I periodi storici si stratificano in un disordine tutto italiano. Arriviamo ad Anzio con l'intenzione di trascorrervi tutta la giornata, il reale circolo velico è lì che ci aspetta. Ci arrampichiamo sulla scala che fu della nave di Marconi, il panorama è marinaresco, il centro delizioso ma ben presto dobbiamo andar via, l'intenzione è arrivare al Circeo, ci fermiamo a Nettuno, dove vediamo il bel castello, un borgo gradevole ma vagamente inquietante, una chiesa settecentesca addobbata a festa per la sposa promessa in piazza Marconi. Camminiamo tra i vicoli, le piazze moderne, i villini di un'epoca ormai dimenticata, ci troviamo sul set di un cortometraggio, mangiamo qualcosa e poi via, torniamo a Mentana mentre il sole accenna ad un saluto sul mare di un blu difficile da descrivere, tra un Prussia e un Delft, con sfumature genziana. Le lunghe spiagge ferrose, scure del litorale ancora popolato da chi non aspetta altro che di salpare per la prossima regata, per un altro viaggio. Il verde si fonde con il dorato bronzo di un settembre caldo e soleggiato in cui lo scricchiolio delle foglie di platano che prelude all'autunno si incontra con la felicità spensierata dell'estate.
Turismo Provinciale
©2010.2022 Valentina Cosimati
sabato 19 settembre 2026
domenica 6 settembre 2026
Cronachette di un viaggio in Italia * Francavilla al Mare * Mentana
Ci svegliamo presto in questa splendida giornata settembrina in cui il mare si diverte a giocare con le sfumature del cielo in una danza che evidenzia le differenze nell'eterno incontro tra essenze diverse e vitali. Svolgiamo la quotidianità domenicale francavillese con la chiacchiera al bar del lido, il bagno, la biciclettata sulla ciclabile, con calma prepariamo le valigie, mangiamo, puliamo casa, riposiamo e poi carichiamo tutto sulla Volvo V60 business verso Mentana, non prima di aver fatto una sosta in gelateria per un cono in compagnia di amici e amiche che probabilmente rivedremo il prossimo anno. A malincuore salutiamo Francavilla e imbocchiamo l'autostrada, già trafficata. La luce tiepida d'autunno ha raggiunto anche il lato orientale degli Appennini, quasi a non voler ferire il bosco sanguinante del Morrone ora ridotto ad un cumulo di cenere e alberi carbonizzati. Tra le cime delle montagne rimaste intatte dal malefico rogo estivo, spuntano le prime chiome rossastre, il brunire lento che prelude al foliage più emozionante. Il sole tramonta, arancione, pieno. Le costellazioni pian piano cominciano a mostrarsi tra il canto dei grilli e il profumo di pini resinosi. Puntini luminosi delle case tracciano il profilo dei Preappennini. Il traffico aumenta man mano che ci avviciniamo alla Capitale per cui usciamo a Castel Madama. Il costo esorbitante del carburante ci impone di fare rifornimento più volte, dall'anno scorso a quest'anno è più che raddoppiato il costo del tragitto tra Mentana e Francavilla, non ci fermiamo a fare la solita sosta pizza e torniamo a Mentana attraversando il territorio del Parco dei Monti Lucretili.
sabato 5 settembre 2026
Cronachette di un viaggio in Italia * Mentana* Monterotondo* Mentana* Francavilla al Mare*
Ci svegliamo senza fretta nella calda mattina di settembre. Svolgiamo alcune faccende domestiche e mentanesi, nel pomeriggio andiamo a Monterotondo per pizza, waffle e gelato e poi carichiamo sulla Volvo V60 business il necessario per trascorrere alcuni giorni al mare. Il Lazio ci saluta con la collinare bellezza della fine dell'estate, l'Abruzzo con la piena meraviglia di una stagione calda che non vuole concludersi. Scarichiamo la Samsonite e andiamo a prendere un gelato da Cicco, imfreddolendoci sulla ciclabile ancora animata dallo struscio del luogo di villeggiatura.
domenica 30 agosto 2026
Cronachette di un viaggio in Italia * Mentana * Orte * Mentana
Ci svegliamo presto nell'agosto mentanese. La luce decisamente più chiara, meno bronzea di quella abruzzese, quasi rarefatta e fredda, forse in attesa delle dorate ottobrate romane. Le colline sabine più diradate di quelle affastellate del variegatissimo Abruzzo, acquerelli smaltati nella costanza millenaria delle tradizioni che si rinnovano, innovano e tramandano, limpide linee, arcaici segni nell'antico paesaggio. Carichiamo sulla Volvo V60 business che avrebbe bisogno di una bella lavata il necessario per trascorrere una giornata alle terme e andiamo. Prima di imboccare l'A1 imprechiamo per il costo esorbitante del carburante. Golden mist e forest elf si intrecciano dandoci l'impressione di viaggiare all'interno di un bel quadro di cui siamo elementi e al contempo spettatori. Il Lago di Meana asciugato dalla scarsità delle piogge mostra la sua forma scarnificata. Le terme ci accolgono con la solita meravigliosa essenzialità e trascorriamo una piacevolissima giornata. torniamo a Mentana odoranti di zolfo e con il desiderio di continuare a goderci questa bella estate.
sabato 29 agosto 2026
Cronachette di un viaggio in Italia * Francavilla al Mare * Mentana
Ci svegliamo presto in questa caldissima giornata di fine agosto, svolgiamo le tipiche attività francavillesi, in bici sulla ciclabile oltre il ponte da cui sembra di volare sul mare luccicante, verso il piccolo porticciolo che sa di casa e sa di buono, di felicità, amicizia, bellezza. Salutiamo persone che hanno reso speciale questa estate, di cui già sentiamo la mancanza. Questa piccola città, al limitare di Pescara ma nella provincia di Chieti, ogni anno più bella, ha ammaliato la nostra sensibilità. Vorremmo rimanere, tuffare lo sguardo tra i lembi di mare che paiono talvolta un immenso fiume tra il cielo e le montagne, altre una grande distesa di stelle che imparano a danzare con le onde, astrali isadorables, caos placidi, galassia a misura della magnifica umanità. Abbiamo imparato a riconoscere le differenze, ad amare le sfumature dei tanti piccoli cosmi racchiusi in ogni lido, sotto qualunque ombrellone e oltre quel limite inesistente eppure persistente tra una struttura balneare e l'altra, la meraviglia che trasforma il faticoso lavoro estivo in estatica contemplazione, in resistente desiderio di stare insieme agli altri, di generare e definire una comunità che si riconosce nell'essenza stessa dell'estate, della bella stagione adriatica. Le aiuole ricavate in pochi centimetri, lo stagno con le ninfee, i pini dannunziani, le spiagge michettiane, i pergolati che sarebbero piaciuti a Pina Bausch. E allora ecco che le porte si aprono alle risate, alla gioia della convivialità, che il mare si svela nella sua complessità, inviando delfini, razze, tartarughe, orate, pesci ago e pesci farfalla. Forse è vero che la felicità è un'idea semplice davanti al mare. Il gelato da Cicco diventa un saluto lungo e struggente, tutto è desiderio di rimanere. Carichiamo sulla Volvo V60 business il necessario quel che resta di questa estate francavillese e, senza troppa convinzione, partiamo. Il costo esorbitante del carburante è uno dei primi fastidi, comunque ci dirigiamo verso l'autostrada. Il sole è già tramontato quando passiamo accanto al cuore incandescente del Morrone a pochi passi dall'eremo di Celestino V, in fiamme da decine di giorni, incessantemente, senza tregua. I canadair hanno portato l'acqua del mare fino a trasformare il giallo in ocra e poi in marroncino affumicato. Pensiamo alla cerva che vedemmo tra quei monti, ai luoghi e ai posti che tante emozioni ci hanno suscitato e l'odore di bruciato si carica di orrore. Ci fermiamo in Autogrill per un breve rifornimento e la luna fa capolino tra le montagne. Non è come quella meravigliosa luna piena che si è eclissata, quella rossa che ha tinto di porpora aranciata il mare al Blumarine ma ci guarda luminosa dal colle. Torniamo a Mentana.
mercoledì 26 agosto 2026
Cronachette di un viaggio in Italia* Francavilla al Mare * Montesilvano Colle* Francavilla al Mare
Ci svegliamo presto e pigramente in questa meravigliosa estate francavillese che ci sta ammaliando con le sue luminosità dorate, con il mare che a volte di fonde con l'orizzonte quasi liquefacendo l'aria, altre trotterella gentilmente impetuoso verso la sabbia dorata, oppure placidamente ondeggia verso la riva da cui si intravede l'infinito andare della gente di mare. Svolgiamo le attività della quotidianità estiva, tra cui l'importantissima funzione di schiacciare le foglie croccanti dei platani, scegliendo le più rumorose e piene oppure saltando a piè pari in improvvisate momtagnucce scrocchierellanti. Il luccichino mattutino da spazio alla pienezza del calore di mezzodì e poi alla languidezza del tramonto adriatico che aggiunge il biancore nitido della luna fantastica nella sua rotondità. Verso sera carichiamo sulla Volvo V60 business il necessario per una serata all'aperto, acquistiamo pizza e bevande dal Ghiottone, facciamo rifornimento di carburante senza significative modificazioni della posizione della lancetta, con questi prezzi!, e ci dirigiamo verso Montesilvano Colle. La luna ci saluta luminosissima tra le chiome di platani e pioppi neri stanchi dalle folli danze dei giorni precedenti col vento imbizzarrito. Montesilvano Colle ci rinfresca con gradevolissimi refoli che si insinuano tra vicoletti e piazzette, naturali set cinematografici, con le lucine sulla piazza musicante, o tavolini all'aria aperta, gli edifici in stile adriatico e le casette pastello, una notevole visuale sulla costa. Torniamo poco prima di mezzanotte e non ci facciamo mancare il gelato da Cicco, affollato come sempre fino a tarda notte.
giovedì 20 agosto 2026
Cromachette di un viaggio in Italia * Francavilla al Mare * Sambuceto * Francavilla al Mare
Ci svegliamo presto in questa calda giornata post-ferragostana, svolgiamo alcune faccende domestiche e iniziamo la nostra routine estiva, tra una pedalata sulla ciclabile del mare e un gelato da Cicco. Ci prepariamo poi per una iniziativa a Sambuceto, divertente. Prima di partecipare alla kermesse, ci fermiamo a visitare la chiesa di San Rocco di Mario Botta, un'architettura che di primo acchito ci sembra particolarmente attuale in quanto dalla nostra prospettiva somiglia ad una bomba a siluro conficcata nel terreno, un po' come la bomba di Bomb Love di Bansky, in diagonale, una croce, simbolo di amore, pace e bene, che sovrasta un simbolo di guerra. Entrando nel sagrato che sembrerebbe una citazione forse involontaria della basilica papale di San Paolo fuori le Mura ecco che la struttura, vagamente evocativa dello stile adriatico e anche del rinascimentale capitolino, si erge come ombra bianca, fantasma concreto di una conca bronzea, minacciosa, pericolosamente protesa in equilibrio apparentemente fragile. Chi attraversa il sagrato squadrato e ampio ha quasi la sensazione di venir schiacciato da una croce che si inclina in una via crucis in cui le vite delle persone paiono quelle di burattini con fili leggeri mossi da mano potente al di là e al di sopra di ogni umana fatica. Il senso di pericolo e di incertezza aumentano con l'approssimarsi al portale ampio, un pertugio ferroso, ad informare della meschina piccolezza delle preoccupazioni quotidiane di fronte alla immensa Passione del Cristo ma proprio nell'ecclesia ecco l'organo, onda sonora che idealmente trasporta il senso della pace, della bellezza e della cultura quali antidoti all'orrore della guerra in un mare di stelle, omaggio alla Cappella degli Scrovegni di Giotto, elemento di essenza pittorica che si fonde con la luce che crea lo spazio definendone i confini perennemente mutevoli, mai uguale eppure ugualmente emozionante in ogni sua espressione. L'organo Zanin in effetti venne inaugurato ormai quasi un secolo fa, il giorno precedente alla formale entrata dell'Italia nella Seconda Guerra Mondiale. Nella chiesa il tran tran del mondo sembra fermarsi, il senso di pericolo dileguarsi la calma luminosa invadere uno spazio poco decorato, capanna antica e moderno rifugio meditativo. Al centro si eleva un Cristo in croce, lateralmente una cappelletta più popolare, con qualche eco della ridondanza popolare che Michetti seppe magistralmemte raccontare con forme e colori, transennata un'acquasantiera essenziale. Usciamo verso la mondanità resa meno banale dalle luminarie artistiche abruzzesi ed ecco che, tornando verso Francavilla, una mezza luna di un rosso aranciato, di un rosa dorato ci ricorda che il tempo per stupirsi e meravigliarsi della bellezza del mondo si può trovare anche nella brevità del momento presente.