sabato 19 settembre 2026

Cronachette di un viaggio in Italia * Mentana * Anzio * Nettuno * Mentana

 Ci svegliamo pigramente in questa giornata settembrina in cui il sole scalda l'aria ancora calda di fine estate. Carichiamo sulla Volvo V60 business il necessario per trascorrere una giornata a vela. Cerchiamo di evitare la Pontina, attraversiamo paesi che sembrano affastellarsi  affannosamente tra il tenersi al passo con la Capitale, mantenere la propria antica identità, dialogare con le borgate, l'industrializzazione, i centri commerciali e la produzione agricola intensiva. Le campagne ondulate dei Castelli romani si espandono con semplicità lineare verso il Tirreno, tra vigneti, filari di eucaliptus, campi di kiwi, villini e diroccate fattorie. I periodi storici si stratificano in un disordine tutto italiano. Arriviamo ad Anzio con l'intenzione di trascorrervi tutta la giornata, il reale circolo velico è lì che ci aspetta. Ci arrampichiamo sulla scala che fu della nave di Marconi, il panorama è marinaresco, il centro delizioso ma ben presto dobbiamo andar via, l'intenzione è arrivare al Circeo, ci fermiamo a Nettuno, dove vediamo il bel castello, un borgo gradevole ma vagamente inquietante, una chiesa settecentesca addobbata a festa per la sposa promessa in piazza Marconi. Camminiamo tra i vicoli, le piazze moderne, i villini di un'epoca ormai dimenticata, ci troviamo sul set di un cortometraggio, mangiamo qualcosa e poi via, torniamo a Mentana mentre il sole accenna ad un saluto sul mare di un blu difficile da descrivere, tra un Prussia e un Delft, con sfumature genziana. Le lunghe spiagge ferrose, scure del litorale ancora popolato da chi non aspetta altro che di salpare per la prossima regata, per un altro viaggio. Il verde si fonde con il dorato bronzo di un settembre caldo e soleggiato in cui lo scricchiolio delle foglie di platano che prelude all'autunno si incontra con la felicità spensierata dell'estate. 

domenica 6 settembre 2026

Cronachette di un viaggio in Italia * Francavilla al Mare * Mentana

 Ci svegliamo presto in questa splendida giornata settembrina in cui il mare si diverte a giocare con le sfumature del cielo in una danza che evidenzia le differenze nell'eterno incontro tra essenze diverse e vitali. Svolgiamo la quotidianità domenicale francavillese con la chiacchiera al bar del lido, il bagno, la biciclettata sulla ciclabile, con calma prepariamo le valigie, mangiamo, puliamo casa, riposiamo e poi carichiamo tutto sulla Volvo V60 business verso Mentana, non prima di aver fatto una sosta in gelateria per un cono in compagnia di amici e amiche che probabilmente rivedremo il prossimo anno. A malincuore salutiamo Francavilla e imbocchiamo l'autostrada, già trafficata. La luce tiepida d'autunno ha raggiunto anche il lato orientale degli Appennini, quasi a non voler ferire il bosco sanguinante del Morrone ora ridotto ad un cumulo di cenere e alberi carbonizzati. Tra le cime delle montagne rimaste intatte dal malefico rogo estivo, spuntano le prime chiome rossastre, il brunire lento che prelude al foliage più emozionante. Il sole tramonta, arancione, pieno. Le costellazioni pian piano cominciano a mostrarsi tra il canto dei grilli e il profumo di pini resinosi. Puntini luminosi delle case tracciano il profilo dei Preappennini. Il traffico aumenta man mano che ci avviciniamo alla Capitale per cui usciamo a Castel Madama. Il costo esorbitante del carburante ci impone di fare rifornimento più volte, dall'anno scorso a quest'anno è più che raddoppiato il costo del tragitto tra Mentana e Francavilla, non ci fermiamo a fare la solita sosta pizza e torniamo a Mentana attraversando il territorio del Parco dei Monti Lucretili. 

sabato 5 settembre 2026

Cronachette di un viaggio in Italia * Mentana* Monterotondo* Mentana* Francavilla al Mare*

 Ci svegliamo senza fretta nella calda mattina di settembre. Svolgiamo alcune faccende domestiche e mentanesi, nel pomeriggio andiamo a Monterotondo per pizza, waffle e gelato e poi carichiamo sulla Volvo V60 business il necessario per trascorrere alcuni giorni al mare. Il Lazio ci saluta con la collinare bellezza della fine dell'estate, l'Abruzzo con la piena meraviglia di una stagione calda che non vuole concludersi. Scarichiamo la Samsonite e andiamo a prendere un gelato da Cicco, imfreddolendoci sulla ciclabile ancora animata dallo struscio del luogo di villeggiatura.

domenica 30 agosto 2026

Cronachette di un viaggio in Italia * Mentana * Orte * Mentana

 Ci svegliamo presto nell'agosto mentanese. La luce decisamente più chiara, meno bronzea di quella abruzzese, quasi rarefatta e fredda, forse in attesa delle dorate ottobrate romane. Le colline sabine più diradate di quelle affastellate del variegatissimo Abruzzo, acquerelli smaltati nella costanza millenaria delle tradizioni che si rinnovano, innovano e tramandano, limpide linee, arcaici segni nell'antico paesaggio. Carichiamo sulla Volvo V60 business che avrebbe bisogno di una bella lavata il necessario per trascorrere una giornata alle terme e andiamo. Prima di imboccare l'A1 imprechiamo per il costo esorbitante del carburante. Golden mist e forest elf si intrecciano dandoci l'impressione di viaggiare all'interno di un bel quadro di cui siamo elementi e al contempo spettatori. Il Lago di Meana asciugato dalla scarsità delle piogge mostra la sua forma scarnificata. Le terme ci accolgono con la solita meravigliosa essenzialità e trascorriamo una piacevolissima giornata. torniamo a Mentana odoranti di zolfo e con il desiderio di continuare a goderci questa bella estate. 

sabato 29 agosto 2026

Cronachette di un viaggio in Italia * Francavilla al Mare * Mentana

 Ci svegliamo presto in questa caldissima giornata di fine agosto, svolgiamo le tipiche attività francavillesi, in bici sulla ciclabile oltre il ponte da cui sembra di volare sul mare luccicante, verso il piccolo porticciolo che sa di casa e sa di buono, di felicità, amicizia, bellezza. Salutiamo persone che hanno reso speciale questa estate, di cui già sentiamo la mancanza. Questa piccola città, al limitare di Pescara ma nella provincia di Chieti, ogni anno più bella, ha ammaliato la nostra sensibilità. Vorremmo rimanere, tuffare lo sguardo tra i lembi di mare che paiono talvolta un immenso fiume tra il cielo e le montagne, altre una grande distesa di stelle che imparano a danzare con le onde, astrali isadorables, caos placidi, galassia a misura della magnifica umanità. Abbiamo imparato a riconoscere le differenze, ad amare le sfumature dei tanti piccoli cosmi racchiusi in ogni lido, sotto qualunque ombrellone e oltre quel limite inesistente eppure persistente tra una struttura balneare e l'altra, la meraviglia che trasforma il faticoso lavoro estivo in estatica contemplazione, in resistente desiderio di stare insieme agli altri, di generare e definire una comunità che si riconosce nell'essenza stessa dell'estate, della bella stagione adriatica. Le aiuole ricavate in pochi centimetri, lo stagno con le ninfee, i pini dannunziani, le spiagge michettiane, i pergolati che sarebbero piaciuti a Pina Bausch. E allora ecco che le porte si aprono alle risate, alla gioia della convivialità, che il mare si svela nella sua complessità, inviando delfini, razze, tartarughe, orate, pesci ago e pesci farfalla. Forse è vero che la felicità è un'idea semplice davanti al mare. Il gelato da Cicco diventa un saluto lungo e struggente, tutto è desiderio di rimanere. Carichiamo sulla Volvo V60 business il necessario quel che resta di  questa estate francavillese e, senza troppa convinzione, partiamo. Il costo esorbitante del carburante è uno dei primi fastidi, comunque ci dirigiamo verso l'autostrada. Il sole è già tramontato quando passiamo accanto al cuore incandescente del Morrone a pochi passi dall'eremo di Celestino V, in fiamme da decine di giorni, incessantemente, senza tregua. I canadair hanno portato l'acqua del mare fino a trasformare il giallo in ocra e poi in marroncino affumicato. Pensiamo alla cerva che vedemmo tra quei monti, ai luoghi e ai posti che tante emozioni ci hanno suscitato e l'odore di bruciato si carica di orrore. Ci fermiamo in Autogrill per un breve rifornimento e la luna fa capolino tra le montagne. Non è come quella meravigliosa luna piena che si è eclissata, quella rossa che ha tinto di porpora aranciata il mare al Blumarine ma ci guarda luminosa dal colle. Torniamo a Mentana.   

mercoledì 26 agosto 2026

Cronachette di un viaggio in Italia* Francavilla al Mare * Montesilvano Colle* Francavilla al Mare

 Ci svegliamo presto e pigramente in questa meravigliosa estate francavillese che ci sta ammaliando con le sue luminosità dorate, con il mare che a volte di fonde con l'orizzonte quasi liquefacendo l'aria, altre trotterella gentilmente impetuoso verso la sabbia dorata, oppure placidamente ondeggia verso la riva da cui si intravede l'infinito andare della gente di mare. Svolgiamo le attività della quotidianità estiva, tra cui l'importantissima funzione di schiacciare le foglie croccanti dei platani, scegliendo le più rumorose e piene oppure saltando a piè pari in improvvisate momtagnucce scrocchierellanti. Il luccichino mattutino da spazio alla pienezza del calore di mezzodì e poi alla languidezza del tramonto adriatico che aggiunge il biancore nitido della luna fantastica nella sua rotondità. Verso sera carichiamo sulla Volvo V60 business il necessario per una serata all'aperto, acquistiamo pizza e bevande dal Ghiottone, facciamo rifornimento di carburante senza significative modificazioni della posizione della lancetta, con questi prezzi!, e ci dirigiamo verso Montesilvano Colle. La luna ci saluta luminosissima tra le chiome di platani e pioppi neri stanchi dalle folli danze dei giorni precedenti col vento imbizzarrito. Montesilvano Colle ci rinfresca con gradevolissimi refoli che si insinuano tra vicoletti e piazzette, naturali set cinematografici, con le lucine sulla piazza musicante, o tavolini all'aria aperta, gli edifici in stile adriatico e le casette pastello, una notevole visuale sulla costa. Torniamo poco prima di mezzanotte e non ci facciamo mancare il gelato da Cicco, affollato come sempre fino a tarda notte. 

giovedì 20 agosto 2026

Cromachette di un viaggio in Italia * Francavilla al Mare * Sambuceto * Francavilla al Mare

 Ci svegliamo presto in questa calda giornata post-ferragostana, svolgiamo alcune faccende domestiche e iniziamo la nostra routine estiva, tra una pedalata sulla ciclabile del mare e un gelato da Cicco. Ci prepariamo poi per una iniziativa a Sambuceto, divertente. Prima di partecipare alla kermesse, ci fermiamo a visitare la chiesa di San Rocco di Mario Botta, un'architettura che di primo acchito ci sembra particolarmente attuale in quanto dalla nostra prospettiva somiglia ad una bomba a siluro conficcata nel terreno, un po' come la bomba di Bomb Love di Bansky, in diagonale, una croce, simbolo di amore, pace e bene, che sovrasta un simbolo di guerra. Entrando nel sagrato che sembrerebbe una citazione forse involontaria della basilica papale di San Paolo fuori le Mura ecco che la struttura, vagamente evocativa dello stile adriatico e anche del rinascimentale capitolino, si erge come ombra bianca, fantasma concreto di una conca bronzea, minacciosa, pericolosamente protesa in equilibrio apparentemente fragile. Chi attraversa il sagrato squadrato e ampio ha quasi la sensazione di venir schiacciato da una croce che si inclina in una via crucis in cui le vite delle persone paiono quelle di burattini con fili leggeri mossi da mano potente al di là e al di sopra di ogni umana fatica. Il senso di pericolo e di incertezza aumentano con l'approssimarsi al portale ampio, un pertugio ferroso, ad informare della meschina piccolezza delle preoccupazioni quotidiane di fronte alla immensa Passione del Cristo ma proprio nell'ecclesia ecco l'organo, onda sonora che idealmente trasporta il senso della pace, della bellezza e della cultura quali antidoti all'orrore della guerra in un mare di stelle, omaggio alla Cappella degli Scrovegni di Giotto, elemento di essenza pittorica che si fonde con la luce che crea lo spazio definendone i confini perennemente mutevoli, mai uguale eppure ugualmente emozionante in ogni sua espressione. L'organo Zanin in effetti venne inaugurato ormai quasi un secolo fa, il giorno precedente alla formale entrata dell'Italia nella Seconda Guerra Mondiale. Nella chiesa il tran tran del mondo sembra fermarsi, il senso di pericolo dileguarsi la calma luminosa invadere uno spazio poco decorato, capanna antica e moderno rifugio meditativo. Al centro si eleva un Cristo in croce, lateralmente una cappelletta più popolare, con qualche eco della ridondanza popolare che Michetti seppe magistralmemte raccontare con forme e colori, transennata un'acquasantiera essenziale. Usciamo verso la mondanità resa meno banale dalle luminarie artistiche abruzzesi ed ecco che, tornando verso Francavilla, una mezza luna di un rosso aranciato, di un rosa dorato ci ricorda che il tempo per stupirsi e meravigliarsi della bellezza del mondo si può trovare anche nella brevità del momento presente.

lunedì 17 agosto 2026

Cronachette di un viaggio in Italia* Francavilla al mare * Chieti Scalo* Guardiagrele* Bucchianico * Francavilla al mare

 Ci svegliamo presto in questa giornata tra Ferragosto e San Franco, patrono di Francavilla, svolgiamo alcune faccende quotidiane, inforchiamo le bici per immergerci nel  tran tran quotidiano della villeggiatura marinara, tra sbadiglianti ombrelloni, sportivi improvvisati o abituati alla fatica dell'allenamento fisico, bianchi cappelli che svolazzano al limitare del fiume e del mare, pescatori che definiscono lentamente la linea di confine tra acqua e cielo, inde luccicanti. Verso l'ora di pranzo carichiamo sulla Volvo V60 business il necessario per trascorrere fuori qualche ora e per un picnic. Il pittoresco porticciolo animato di vele e canoe ci sorride e noi ci dirigiamo verso i calanchi. Guardiagrele ci accoglie con abruzzese generosità, tra le iniziative, i laboratori e la bellezza della mostra dell'artigianato, nei vicoli e nelle piazze sempre più dense di significato, piene di storia e di storie galleggianti sul variegato panorama, uncinetto di colline, mare, montagna, borghi, torri e campanili che raccontano antichi mestieri e innovative colture. Ora ci incuriosisce il castello Ferrari, inaccessibile e misterioso ai piedi del quale l'oreficeria sapiente vanta la creazione dell'ostensorio inviato dall'Abruzzo alla Porziuncola di Assisi, la zecca del Bolognino, antica moneta napoletana diroccata aggrappa la sua esistenza ad una lapide che ne ricorda il vetusto prestigio, le tante chiese che racchiudono il sapere millenario del misticismo d'Abruzzo, le casette affastellate o stentoree, il ghetto ebraico colmo di sofferenze, sise delle monache che imbrattano i vestiti con lo zucchero a velo da spazzolare via con l'apposito strumento, artigianato d'eccellenza e pratiche dimenticate di un paese che sa adattarsi al presente senza perdere la propria identità. Ciuffi di oscure nubi, grigi presagi di un po' di refrigerio, si adagiano negli interstizi tra le colline e i monti cercando invano la via per l'Adriatico. Salutiamo amiche e amici dei laboratori estivi nel cortile fiorito di colorate piramidi della scuola primaria, dopo le chiacchiere sul Ferragosto e gli amuleti d' Abruzzo, convrnyamo che la scelta controcorrente del Lido Urania, noto per le chiassose feste, di spegnere gli altoparlanti per mescolare il suono del mare con la musica classica suonata dalla banda Monteverdi in in tripudio di fumogeni colorati sua stata la più originale, in un momento in cui tutti giocano a chi alza di più il volume, abbassate toni e volumi è la cera rivoluzione. Risaliamo sulla Volvo V60 business e ci inerpichiamo tra le colline per giungere al monastero di San Camillo de Lellis, santo guaritore co-patrono d'Abruzzo insieme a San Gabriele, incastonato come un prezioso gioiello di pregiata fattura in un borgo che ha mantenuto intatto il bellissimo stile adriatico. Nel chiostro una deliziosa Madonna luminosa di fiori e arcobaleni ci svela pudica la sua graziosa beltà. Risaliamo sulla Volvo V60, incontriamo per via, in ordine sparso, la Madonna del Buon Consiglio e o festeggiamenti per Sant'Urbano, ma non torniamo verso Megalò, il centro commerciale di Chieti Scalo, preferendo tornare verso la costa scevra di pioggia e generosa di scrocchierellanti foglie di platano e aria di mare, stasera c'è attesa per il concerto dei The Kolors, l'ultimo della serie di grandi concerti sanremesi della stagione francavillese. 

giovedì 13 agosto 2026

Cronachette di un viaggio in Italia* Francavilla al Mare*Guardiagrele* Francavilla al Mare

 Ci svegliamo tardi nel caldo di questa giornata agostana, svolgiamo alcune questioni familiari, mangiamo e carichiamo sulla Volvo V60 business il necessario per trascorrere alcune ore fuori. Ci dirigiamo velocemente verso Guardiagrele, che in queste settimane è spesso luogo di nostre gite, l'ultima ci ha portato anche nella vicina Fara Filiorum Petri, splendida nella sua essenzialità. Dal mare alle colline il tragitto è breve e vario, le viti cariche di grappoli densi di strabordanti acini pronti anzitempo per la vendemmia pettinano tondeggianti alture punteggiate di bianco e di rosso adriatico, verdura rinfrescante si inerpica sui franosi calanchi su cui ponti si snodano con sinuosa forza. Arriviamo nella cittadella impossibile da esplorare nella sua complessa totalità. Ogni volta c'è un nuovo luogo, una nuova storia, un'eccellenza di cui non si sapeva, una maestria da conoscere, una felicità generata dalle cose semplici, una tenda tessuta e ricamata da mani allenate a far sempre qualcosa di innovativo e particolare, botteghe che rimangono aperte nonostante tutto e altre che da generazioni ripetono rinnovandole antiche arti, mestieri arcaici. Andiamo via prima dell'inizio della notte bianca che rievoca una usanza ignobile. Saliamo sulla Volvo V60 business e ci accoccoliamo tra le generose braccia della montagna, della campagna abruzzesi. Il mare sdrammatizza il confine tra terra e cielo. 

mercoledì 12 agosto 2026

Cronachette di un viaggio in Italia* Francavilla al Mare * Calascio * Rocca Calascio * Francavilla al mare

 Ci svegliamo pigramente in questa calda giornata d'agosto francavillese. Con ciabattante calma ci rechiamo a fare colazione al solito lido dall'evocativo nome omerico. Il mare, che sta mostrando le sue infinite sfumature di intreccio col cielo di un azzurro talvolta pallido altre perentorio o aperto alle variazioni luccicanti di alba e tramonto, è mosso. La brezza attraversa il fruscio delle fronde sulle palme da spiaggia in un luminoso slalom con le righe degli ombrelloni rinfrescando l'ombreggiato patio. Incontriamo amici e chiacchieriamo di tutto e niente, del senso della vita e della sua essenza, gustando un caffè in ghiaccio con una spolverata di cannella, per limitare lo zucchero, e una punta di crostata artigianale con la marmellata che racchiude i sapori delle variegate e mai uguali colline abruzzesi. Pranziamo in terrazzo e poi senza fretta carichiamo sulla Volvo V60 ben rinfrescata con l'aria condizionata il necessario per una gita in montagna. Facciamo una piccola sosta rinfrescante all'IKEA, progettando spazi futuri. Attraversiamo le colline e le pianure verso le montagne che presto raggiungiamo tra profumi di elicriso sfiorito e di bosco accaldato. Il paesaggio è incantevole e il giallo puntinato di intenso e scuro verde ci avvolge nella puntura morbidezza del Gran Sasso. A Rocca Calascio non vediamo l'eclissi ma una pioggia di stelle cadenti che si divertono a giocare davanti alla Via Lattea nella sua densa bellezza. Torniamo a Francavilla in un canto di grilli.

sabato 1 agosto 2026

Cronachette di un viaggio in Italia. Francavilla al mare * Aielli stazione * Aielli* Avezzano* Goriano Sicoli* Francavilla al mare

 1 agosto 2026


Ci svegliamo nella calura agostana, svolgiamo alcune faccende domestiche, un breve bagno al mare, pranziamo e, con un po' di pigrizia carichiamo sulla Volvo V60 business il necessario per qualche ora fuori casa. Raggiungiamo il centro dell' Abruzzo dalle colline dense di uva e di grano falciato. Il caldo amplifica i profumi montani, l'elicriso e gli abeti sospirano ricordando la bellezza del vivere a chi sa emozionarsi col loro profumo. Tutto è estate in questa regione rocciosa e fluida, ondosa nel suo impaziente muoversi, scrollarsi di dosso il provincialismo che pure si ripresenta nella sua viscosa mediocrità nei bar del centro di città così vicine e così lontane dalla Capitale. Ad Aielli stazione ammiriamo il murale dedicato a Matteotti e poi saliamo verso un borgo che pare dipinto nella pietra e che ha saputo fare dell'arte contemporanea un motore di sviluppo economico divenendo borgo universo. I nuovi murales sono gradevoli, mostrano senza indugi il potere della cultura, di quella abusata dai Torlonia magistralmente raccontati da Silone e di quella del riscatto sociale, politico, economico dei cafoni che hanno mostrato al mondo che colorando la miseria si può strappare un destino di abbandono dalle grinfie dell'indifferenza e trasformare un decadente paesello di un'area interna in un centro vivacissimo di idee e pratiche delle differenze. Avezzano ci accoglie nella piazza agghindata per il sabato del paesone, prendiamo un gelato e poi andiamo, verso la costa, passando per le montagne, il Parco Sirente Velino ci svela una cerva, una volpetta e, mi pare, forse il cucciolo di Gabbietta, la figlia dell'orsa Amarena, generando un noi profondissima commozione. Ci fermiamo brevemente a Goriano Sicoli, un paesino graziosissimo. Prendiamo poi l'autostrada e torniamo a Francavilla dove Sal Da Vinci e tutta la piazza canta il suo sempiterno sì. 

sabato 18 luglio 2026

Cromachette di un viaggio in Italia * Francavilla al mare * Sirolo * Ancona * Loreto * Lettomanoppello * Francavilla al Mare

 Ci svegliamo presto, svolgiamo alcune faccende domestiche, carichiamo sulla Volvo V60 business il necessario per una giornata e partiamo verso Ancona. I raggi del sole che sorge dorano le colline e dipingono il mare. Gli Appennini si affacciano curiosi, amplificando i viola e i rosa dell'alba. Il Conero ci accoglie con la discreta bellezza delle casine marittime, tradizioni che si rinnovano, sviluppando nuove forme di turismo. Le spiagge di sassolini diradano verso l'Adriatico settentrionale, mescolando il pallore liscio delle petruzze al giallo ocra del litorale centro-meridionale. Ad Ancona ammiriamo le volte aguzze, le pregiate decorazioni che pudicamente si difendono tra vicoli antichi, mura stratificate nell'uso secolare, dal porto coi container appoggiati come mattoncini in un gioco di bambini. Il traffico marittimo stantio rivela facilmente che il prezzo dei pruriti bellicisti si paga nella quotidianità, anche produttiva. Un paio di navi di medie-grandi dimensioni in riparazione esplicitano le dimensioni. Visitiamo brevemente la cattedrale con un affaccio straordinario su tutto il golfo a protezione di vicoli e vicoletti. è presto, il musso non è ancora aperto ma la chiesa è popolata di fedeli in attesa di una verità che soltanto la gente di mare è disposta a desiderare con tale attenzione. Il caldo è feroce, ci rifugiamo brevemente in una IKEA che incontriamo lungo il percorso, poi andiamo a Loreto, , tra vicoletti e torri adriatiche, giungiamo nella piazza col busto di Garibaldi, generale coraggioso, umile, pressoché invincibile perché capace di amor di pace. La piazza è colorata da un bravissimo madonnaro, strutturata con lussuosa sobrietà, la chiesa è splendida, superbamente bella, meravigliosamente armoniosa nei suoi contrasti assoluti, emozionante, eleva la religiosità e gronda fideistico misticismo fisicamente totalizzante. La semplice tunica della Madonna ricchissimamente intarsiata è un ponte tra Oriente e Occidente, una delicatezza che collega la devozione mariana nel mondo. Vorremmo fermarci a Porto Recanati, carinissima, ma torniamo in Abruzzo e ci fermiamo giusto per acquistare il necessario per un pranzo al sacco. Voglio mostrare anche a Claudio il bellissimo esperimento politico di Lettomanoppello, un borgo con un panorama unico, peculiarmente abruzzese, tra colline vivaci che mai ripetono le loro forme, per mai annoiarsi, protette dalla Majella, femminile, potente. Parole stampare sui muri, pensieri scolpiti nella dolce pietra bianca, chiacchierate nell'ombra del vento, su sedie di legno e paglia tra modernità e tradizione, chiariscono: qui la Costituizione è pietra angolare, parola viva, concreta utopia, socialità e partecipazione. Andiamo via con il desiderio di studiare, di non fermarci alle apparenze, seppur belle e intrise di significati, di non deviare dal percorso di apprendimento, di illuminazione e levigazione del pensiero. Torniamo a Francavilla con la mente colma di stimoli e un po' di accaldata stanchezza.

venerdì 1 maggio 2026

Cronachette di un viaggio in Italia* Francavilla al mare* San Severo * San Giovanni Rotondo * Lesina * Francavilla al Mare

 Ci svegliamo presto, facciamo una passeggiata al mare in questo primo maggio con la neve sulle vette e il vento balcanico. La costa adriatica è emozionante nella sua essenzialità. Facciamo colazione nella pasticceria napoletana di Piazza Sant'Alfonso e torniamo a casa, carichiamo sulla Volvo V60 business il necessario per una giornata fuori. Attraversiamo confini amministrativi, la luce si fa via via più intensa, i colori più vividi. San Severo ci accoglie tra cuoricini verdi e immagini sacre, un ottimo cornetto e un vento gelido. Arriviamo a San Giovanni Rotondo, luogo dello spirito e della religione. Visitiamo estesamente i luoghi di San Pio, poi ci troviamo a Lesina, la laguna agitata e torbida che ci regala uno splendido tramonto. Sulla via del ritorno il Gran Sasso si veste di viola e una enorme luna gialla illumina la costa. 

giovedì 26 febbraio 2026

Cronachette di un viaggio in Italia. Mentana * Tarquinia Lido * Tarquinia * Mentana

Ci svegliamo non troppo presto in una soleggiata giornata di fine inverno, decidiamo di andare in zona etrusca per approfondire quanto la piccola ha appreso durante il laboratorio presso il romano museo etrusco di Villa Giulia. Prepariamo il necessario, svolgiamo alcune faccende domestiche e saliamo sulla Volvo V60 Business che avrebbe bisogno di una bella lavata, viste le piogge sabbiose e il fango delle scorse settimane.  Dopo qualche tentennamento, riusciamo a partire. Percorriamo la Cassia Bis e, attraversando l'inverno che diventa primavera, raggiungiamo il mare di Tarquinia Lido, non senza fare una piccola sosta alla Cimina, azienda della Tuscia viterbese che ha fatto delle nocciole e del cioccolato un'arte dolciaria. Peschi, mandorli, mimose rassicurano le schive querce sull'alternarsi delle stagioni, i prati sperimentano rari abbinamenti cromatici, acquedotti e borghi adornano una campagna collinare coltivata da millenni eppure selvatica. Scorgiamo finalmente il mare nel suo blu eterno, nella sua perfetta liquida bellezza, una festa degli occhi che ci fa pregustare il piacere di liberare i piedi nella sabbia, facendoci solleticare le dita dall'acqua fredda. Troviamo facilmente parcheggio, sono poche le persone che in inverno frequentano i lidi, peraltro chiusi, come i negozi che evidentemente in estate sono pieni di merci e di gente. ci togliamo le scarpe, indossiamo le ciabatte e ci dirigiamo verso la spiaggia, dove ritroviamo la felicità del vivere. Non vogliamo andar via ma la fame si fa sentire e il museo ci attende. Arriviamo a Tarquinia paese in modo un po' tortuoso ma finalmente raggiungiamo il portale e la piazza principali, parcheggiamo e visitiamo il bellissimo museo, una sosta rinfrancante al parco giochi da cui ammiriamo uno splendido tramonto e poi torniamo verso Mentana, attraversando borghi e strade buie, illuminate vagamente dalla luna e dalle stelle che ci accompagnano luminose.

venerdì 2 gennaio 2026

Cronachette di un viaggio in Italia. Mentana*Napoli*Mentana

 Mentana* Napoli * Mentana 


Ci svegliamo presto con l'intenzione di andare in Campania. Carichiamo sulla Volvo V60 business e imbocchiamo l'autostrada con un po' di deviazioni. Il tempo non promette niente di buono, Claudio è di pessimo umore e tutto il viaggio di andata è pesantissimo, difficile godere delle bellezze paesaggistiche con un grumo di negatività nell' abitacolo. La pioggia ci accoglie a Napoli, dove arriviamo sbagliando strada più volte. Mi fermo per riprendere le energie nella bellezza della basilica dell'incoronata Madre del Buon Consiglio che sta chiudendo, riesco a sbirciare velocemente all'interno, recuperando energie, positività, equilibrio e senso del bello, il ritmo vivace e cadenzato della città mi rimette di buon umore. Alcuni momenti folcloristici ci fanno sorridere. Dopo aver chiesto informazioni ad un camionista gentile, arriviamo alla Città della Scienza, dove troviamo la generosa accoglienza e mangiamo qualcosa nel bar interno. Ripartiamo nel pomeriggio, facciamo un breve pellegrinaggio musicale verso la casa natia di Edoardo Bennato e finalmente vediamo il bel Golfo che decide di stordirci: da una parte il livido chiarore dorato, al centro il mare scuro scuro, e dall'altra Castel dell'Ovo, il Vesuvio, Napoli e la luna piena. Per chi conosce la città non c'è bisogno di aggiungere altro. Tutto sembra possibile, anche danzare con le nuvole coccolati dalle onde cupamente briose nel policromatico mosaico architettonico che sfida le convenzioni in un armonioso disequilibrio aleatorio. Ci immergiamo nel traffico del lungomare, per vedere ancora e ancora quella meravigliosa feroce e dolce bellezza. La coesistenza nel medesimo tempo e spazio di una impressionante quantità di ossimori svela la sinfonica complessità di questa incredibile città,  dea che sorride dell'esser eternamente viva. Il Vesuvio gioca a nascondino con il temporale, il porto è parte della quotidianità, esplicita dimostrazione della falsità dei confini. Torniamo verso Mentana a malincuore nella pioggia di gennaio.