Francavilla al Mare * Antrodoco * Mentana
Ci svegliamo col freddo della notte, prima dell'alba prepariamo tutto, svolgiamo alcune faccende domestiche, ammiriamo il mare placidamente feroce, risaliamo sulla Volvo V 60 business e partiamo con la tristezza nel cuore. L'Abruzzo, strepitosamente bello, ci indurisce il cuore, ci appesantisce l'animo. Stiamo partendo perché è freddo o perché se non partissimo ora, sarebbe impossibile ripartire? Temiamo forse di non riuscire a resistere a quella fortissima, sincera energia di cui ci sentiamo parte, seppur brevemente. Tutto è bellezza, semplice, assoluta. Facciamo una eccellente colazione da Caprice di Camplone a Pescara, proseguiamo e man mano che andiamo avanti ci è più evidente il desiderio, il richiamo a restare. Come in un multiplo orgasmo, non facciamo in tempo a sentirci felici di un paesaggio che subito un altro, intenso in modo affatto diverso ci stordisce e poi di nuovo, dal mare, alle colline, alle montagne e poi altre montagne e colline differenti e tutto è luminosa forza vitale. Proseguiamo, ci fermiamo al solito forno nei pressi dell'Aquila e poi prendiamo un caffè ad Antrodoco, per un breve tratto un pastore abruzzese maremmano sembra volerci accompagnare, come fossimo un gregge in ordinata transumanza. Arriviamo a Mentana giusto in tempo per salutare amici e parenti, organizzare una cenetta di Capodanno, con la preoccupazione di stare accanto ai nostri amici a quattro zampe per evitare che si spaventino troppo.