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martedì 21 giugno 2011

La via del Romanico in Europa

Girovagando per la provincia italiana si incontrano stratificazioni monumentali cui non si fa più caso, passiamo su autobus affollati davanti a salti temporali di millenni e ci preoccupiamo soltanto della quantità di traffico che si snoda tra noi e la prossima fermata, guardiamo i turisti con un misto di curiosità e apprensione, quella carovana non vorrà mica salire sulla corriera per il lavoro? chissà da dove vengono, sembrano asiatici o nord europei. Quelli che più destano preoccupazione sono ovviamente gli innocui turisti che si muovono in branco, quelli che si spostano su autobus privati prenotati per l'occasione e che si rendono riconoscibili con appositi loghi, colori, cappellini e ombrelli. Quante volte ne vediamo orde nelle città italiane, un'infinità. Turisti mordi e fuggi che vogliono vedere tutti i monumenti di Roma in un giorno o quelli che si immergono nella lettura di guide multicolore per capirne un po' di più e non perdersi l'aperitivo più trendy nel nuovissimo ritrovo per giovani smaliziati e un po' viziati. Esiste, però, un turismo accorto di persone che amano profondamente il BelPaese e, allargando un po' l'orizzonte, il Vecchio Continente, tanto da tornare più e più volte in visita, appena ce n'è l'occasione. Alcuni tornano nelle grandi capitali dell'arte mentre altri si avventurano per le vie meno conosciute e ci aiutano a riscoprire monumenti e luoghi della provincia che avevamo dimenticato in un qualche angolo della memoria, tra un ricordo sbiadito di una lezione di storia dell'arte e una cartolina un po' ingiallita dei tempi della scuola. Uno di questi itinerari è la via del Romanico in Europa, riconosciuta dal Consiglio d'Europa, che rimette sotto i riflettori una realtà artisticamente molto interessante e itinerari della cultura che si intrecciano magicamente con quelli del gusto e del benessere.

©2010.2021

giovedì 3 marzo 2011

Le strade dell'olio, nuova frontiera del Made in Italy

Gli italiani hanno una vera e propria passione per il mangiar bene, un bicchiere di buon vino, una pasta al forno ben preparata, una mozzarella di bufala freschissima, una spremuta di vere arance o una bruschetta con puro olio extra vergine di oliva possono commuoverci fino a momenti di estasi culinaria. Il gusto di andare a cercare il prodotto tipico, locale e genuino, è un elemento distintivo della cultura italiana che ci contraddistingue all'estero e nel BelPaese.

La classica gita fuoricittà in cerca del paesino col ristorantino tipico e il paesaggio da far venire i brividi dietro la schiena, in cui anche i progenitori degli antichi romani indulgevano con gusto, si è trasformata in una potenzialità di sviluppo economico e turistico delle zone a forte vocazione agricola ed eno-gastronomica, spesso tra le più belle in Italia e nel mondo. 

Operatori turistici, Comuni, Camere di commercio, artigianato e industria, realtà locali e nazionali sembrano essersi accorti che il BelPaese è non soltanto bello ma offre anche delle gustosissime specialità rinomate soprattutto tra i conoscitori della buona tavola.

Si è iniziato con eventi collegati al vino, che hanno registrato un notevole successo, per poi passare alle tipicità gastronomiche quali gli olii DOP (Denominazione Origine Protetta)  che vengono prodotti in alcune tra le aree più suggestive d'Italia, spesso immerse in grandi parchi protetti, aree termali tra le più spettacolari al mondo, nell'entroterra e in territori adagiati sul meraviglioso Mar Mediterraneo, comprendendone le straordinarie possibilità di sviluppo economico e turistico.

In questi meravigliosi paesaggi hanno iniziato a comparire, accanto alle indicazioni stradali, alcune olive stilizzate con la scritta 'Stada dell'olio DOP', in Abruzzo c'è da dire che il nome è 'Via dell'olio DOP', e il nome dell'olio di riferimento. In alcune aziende turistiche hanno iniziato a distribuire mappe con ristoranti e agriturismi, costruiti a volte all'interno di castelli, interi borghi o antiche fattorie, aree archeologiche, storiche e artistiche di interesse, località UNESCO, aree termali e marittime. Alcune regioni che tradizionalemente hanno saputo ben coniugare l'attrattività turistica con la buona tavola e soprattutto con la difesa strenua dell'identità dei luoghi, sembrano aver deciso di prendere la questione piuttosto seriamente e si sono attrezzate con stand e lobbysti per portare alla ribalta la specificità delle tradizioni e dei DOP.  Alcune amministrazioni e consorzi hanno anche colto l'occasione della nascita delle Strade dell'olio per promuovere i prodotti tipici e percorsi insoliti tra uliveti e cittadine di straordinaria bellezza, a volte un po' ignorate dal turismo di massa.

Questi i DOP e le rispettive strade dell'olio nelle regioni italiane, alcune delle quali interamente a produzione DOP.

Abruzzo:
Aprutino pescarese
Colline Teatine
Pretuziano delle Colline Teramane
http://www.visitabruzzo.eu/vie_olio.html

Calabria:
Alto Crotonese
Bruzio
Lametia

Campania:
Cilento
Colline Salernitane
Irpinia - Colline dell'Ufita
Penisola Sorrentina

Emilia Romagna:
Brisighella
Colline di Romagna

Friuli Venezia Giulia:
Tergeste

Lazio:
Canino
Colline Pontine
Sabina
Tuscia
http://www.stradadelloliodellasabina.com/

Liguria:
Riviera Ligure
http://www.rivieraligure.it/IT/guida-la-strada-dell-olio-in-liguria.g12.htm

Lombardia:
Laghi Lombardi
Garda

Marche:
Cartoceto

Molise:
Molise

Puglia:
Collina di Brindisi
Dauno
Terra di Bari
Terra d'Otranto
Terre Tarentine
http://www.tipicipuglia.it/test/str_olio/
http://www.dopdauno.it/

Sardegna:
Sardegna

Sicilia:
Monte Etna
Monti Iblei
Val di Mazara
Valdemone
Valle del Belice
Valli Trapanesi
http://www.lastradadellolio.it/

Toscana:
Chianti Calssico
Lucca
Terre di Siena
http://www.stradavinoeoliolucca.it/
http://www.stradevinoditoscana.it/elenco_delle_strade/ 

Umbria:
Umbria
http://www.stradaoliodopumbria.it/

Veneto:
Veneto Valpolicella, Veneto Euganei e Berici, Veneto del Grappa

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