martedì 20 agosto 2013

Cronachette di un Viaggio in Italia § Lipari e le Isole Eolie

20 agosto 2013

In viaggio verso la Sicilia

Partiamo rilassati dopo un po' di riposo post-pittura e scartavetratura. Colazione con Mamma Lucilla e Papà Pietro a casa di Claudio, che ricambiano con un gustoso pranzetto e caffè a casa di Mamma Enza e Papà Giancarlo.
 
Mentre Claudio è al lavoro, Valentina prova invano a dormire un po', tra il telegramma alla sorella di Dino che non vuole saperne di partire, gli aggiornamenti ai social network e altre cosette, le cinque arrivano presto, bisogna fare la doccia, chiudere la valigia blu con il tascone ed eccoci pronti per prendere il pullman che ci porterà alla stazione.
 
Salutiamo Papà Giancarlo, già in cantina, arriviamo in fermata e, dopo quattro autobus, arriva il nostro. In stazione c'è da aspettare un'ora e mezza e non ci sono ovviamente baretti con comode sedie dove attendere, per cui compriamo la Settimana Enigmistica e ci assestiamo su una panchina di cemento.
 
Tra una definizione e l'altra arriva il pullman per Messina, ai nostri posti, via si parte! Una meravigliosa luna blu ci fa dimenticare il giramento di testa per le due scosse di terremoto, lievi, con epicentro nei Monti Cornicolani, del pomeriggio, e ci illumina un paesaggio fantastico.
 
Il viaggio in autobus è veloce, dormicchiamo un po', Claudio riesce ad addormentarsi....

domenica 4 agosto 2013

Papisca e Macia e Fui, gli arancini di Lipari

Gli arancini in Sicilia sono un'istituzione e nelle Eolie, a Lipari, è possibile trovarne di ottimi da Papisca a Canneto e da Mancia e Fui nel corso del paese. 

Papisca è un bar, gelateria, rosticceria, tavola calda piuttosto frequentato a Canneto, nella zona balneare più conosciuta dell'isola di Lipari. I tavoli all'aperto sotto un ampio gazebo consentono di godere la vista del mare e della splendida baia mangiando un arancino appena preparato, vivamente consigliati quelli con le melanzane, o un piatto di tavola calda. Il gelato, come ovunque a Lipari, non è un granché e neanche la granita, ma la brioche calda inzuppata anche in una mediocre granita davanti al mare ha un suo fascino. Sfornano i preparati salati due volte al giorno, all'ora di pranzo e a quella dell'aperitivo, è bene chiedere l'orario preciso sia perché dopo poche decine di minuti gli arancini vengono spazzolati dalla folta clientela, anche locale, sia perché gli ottimi arancini sono squisiti se mangiati caldi. Nota di colore, che sicuramente a molti potrebbe dare fastidio, la presenza di bottiglie e quadretti con foto di Mussolini.

Mancia e Fui si trova nel corso principale di Lipari, è una piccola rosticceria con qualche panca sul marciapiede che ha aperto non da moltissimo ma che ha già spiazzato la concorrenza con una fila costante di avventori che si forma a qualunque ora, per lo meno nel mese di agosto. Si scendono alcuni gradini e si viene immersi nella tipica rosticceria messinese con pitoni (una specie di calzoni), fagottini, arancini, pizzette. Assolutamente strepitosi i fagottini con melanzane, zucchine, mozzarella e quelli con gli spinaci. Ottimi gli arancini, consigliati quelli 'eoliani' o 'liparoti' con tonno, capperi, pomodoro fresco e un pizzico di cipolla che non dà fastidio anche a chi non ama molto questo ingrediente. Neanche a dirlo, soprattutto la sera gli arancini vanno prenotati per telefono se si spera di trovarne, altrimenti gli altri pezzi di rosticceria sono comunque da provare.

giovedì 25 luglio 2013

La Lupa Romana

Bontà tradizionali in chiave contemporanea

Via Roma 83/85 Moricone   Roma

Un’antica osteria tradizionale conosciuta da cacciatori e persone della zona, caduta in disgrazia e recentemente riportata a nuova vita da giovani cuochi con la passione per i prodotti genuini e le ricette tradizionali. Sosta rinfrancante dopo una bella passeggiata tra le bellezze dei Monti Lucretili o meta di una gita fuori porta alla scoperta della meravigliosa Sabina romana e dei suoi sapori. Alcuni anni orsono, la Lupa Romana era rinomata per la cacciagione cucinata con maestria, oggi è nota per l’ottima cucina che spazia dal cinghiale (su prenotazione o se si è molto fortunati) alle paste fatte rigorosamente in casa e condite con prodotti locali, tra cui il prelibato olio extra vergine di oliva Sabina DOP, agli antipasti originali e gustosi in cui si coniuga perfettamente la creatività contemporanea con i sapori della tradizione per arrivare all’ottima carne alla brace e ai delicati dolci. Del passato ha mantenuto la struttura architettonica, quella di una tipica osteria di paese degli inizi del secolo scorso con le grandi porte a vetri protette da scuri di legno e adornate con tendine ricamate, ricavata all’interno di quella che probabilmente un tempo era una stalla, e l’accurata scelta di materie prime di qualità. 

mercoledì 24 luglio 2013

Il parco cinquecentesco di Bomarzo

Si narra che Vicino Orsini fosse talmente addolorato alla morte della sua amata moglie, Giulia Farnese, che costruì un parco in cui fece scolpire i mostri che animavano il suo cuore. Dopo un secolare abbandono, la coppia dei coniugi Bettini riscoprì il parco e lo restaurò. Oggi per i bambini è uno spasso e per gli adulti un gioiello del grottesco, con vere e proprie chicche che sembrano visioni future di arte e architetture che si sarebbero sviluppate soltanto nel XX e nel XXI secolo. La casa pendente, con una destrutturazione dell'equilibrio degna dei più famosi architetti novecenteschi, l'Ercole che fa pensare alle sculture di Botero, o semplicemente la Furia, che sembra volerci ricordare la delicatezza della scultura contemporanea. L'orco è però quello che maggiormente attrae la curiosità di adulti e bambini, che giocano ad entrare nella bocca per sedersi intorno al tavolo. Un luogo in cui l'arte e l'artificio vengono messi in gioco. Davvero meraviglioso. Peccato il prezzo del biglietto: 10 euro per gli adulti e 8 per i bimbi...

mercoledì 10 luglio 2013

Big Alì, porzioni gigantesche a Capena

Un posto dove andare se si ha molto appetito e se si ha voglia di pasta o di pizza: le porzioni sono estremamente abbondanti, non meno di 2 etti di pasta per piatto e le pizze sono mediamente grandi, i prezzi contenuti. L'atmosfera è informale, cordiale ed efficiente il servizio anche se c'è da aspettare abbastanza prima di avere il cibo sulla tavola, la veranda è ampia e molto spartana mentre all'interno sembra quasi di essere in un locale italiano all'estero, sensazione che viene accentuata quando si apre il menu che presenta una incredibile varietà di pizze e paste con abbinamenti insoliti per la cucina italiana. C'è anche una selezione di pizze con mozzarella di bufala DOP. La pizza è 'alla romana', sottile e croccante, ma molto condita, la pasta al dente, per i sughi, abbiamo provato la cacio e pepe, piuttosto salata, e la zucchine e prezzemolo, in cui si sentiva parecchio il soffritto di cipolla. Olive all'ascolana surgelate ben fritte. Buona selezione di birre riminesi che si ispirano ai personaggi femminili di Amarcord di Fellini. Ottimo per l'estero, per l'Italia un po' pesante. 

Via Morlupo 21, Capena (RM)

martedì 9 luglio 2013

Riserva Naturale Macchia di Gattaceca e Macchia del Barco

Il cuore verde della Capitale

Mentana - Monterotondo - San'Angelo Romano

La Riserva si estende sul territorio dei comuni di Mentana, Monterotondo e Sant’Angelo Romano per quasi mille ettari tra la valle del Tevere e i Monti Cornicolani. A pochi chilometri dalla Capitale, è possibile camminare nei boschi o nelle colline della provincia romana, tra uliveti, pescheti e ciliegeti che si mostrano in tutta la loro variegata bellezza nelle differenti stagioni. I Monti Lucretili circondano il meraviglioso panorama costituito da valli e terre coltivate dove vengono raccolte le olive per la produzione dell’olio DOP Sabina, il primo in Italia ad aver ottenuto questo riconoscimento. Area fortemente caratterizzata dai fenomeni carsici con grotte, inghiottitoi e doline, tra cui la più famosa è certamente il Pozzo del Merro, una delle più profonde al mondo, luogo misterioso ed esplorato soltanto in superficie che nasconde un lago, leggende e miti popolari. 

venerdì 21 giugno 2013

Museo preistorico e protostorico del territorio Tiberino-Cornicolano

Paleolitico e Età del Bronzo

Piazza Borghese, 9 00010  Sant'Angelo Romano (ROMA)

All’interno del suggestivo Castello medievale Orsini-Cesi a Sant’Angelo Romano, nella Bassa Sabina, è possibile fare un salto nel tempo fino al Paleolitico per arrivare alla Tarda Età del Bronzo visitando le sale che ospitano il Museo preistorico e protostorico del Territorio Tiberino-Cornicolano. Composto da varie sezioni preistoriche e protostoriche, con pregevoli reperti dell’Età del Bronzo provenienti dai siti presenti nei Monti Cornicolani, Le Caprine a Guidonia Montecelio, La Grotta dello Sventatoio a Sant’Angelo Romano e Cretone, il museo si snoda tra le bellissime stanze del castello in un percorso ben strutturato e ampiamente spiegato con didascalie e pannelli divulgativi. Mentre si ammirano i tesori dell’antichità è possibile anche godere una vista spettacolare dalle finestre e dagli spalti merlati del maniero dove si trovano i calchi in gesso di un deposito del Paleolitico rinvenuto in epoca recente nel limitrofo territorio di Palombara Sabina.