sabato 24 agosto 2013

Cronachette di un Viaggio in Italia § Lipari


24 agosto
 
Dolce dormire

Ci svegliamo un po' doloranti, decidiamo di fare una veloce colazione in tenda e crolliamo addormentati di nuovo, ci sveglia la telefonata di Nonna Augusta giusto in tempo per farci fare il bucato e dare una pulita alla tenda. Un apparentemente gaio e apparentemente romano ci chiede il gonfiatore di materassini, forse faremo amicizia più avanti. Francesco è in spiaggia, ci chiama e lo raggiungiamo giusto all'ora del bagno, lui è già in acqua e sciorina una conoscenza enciclopedica dei nomi dei pesci visti ieri e ci conferma che i delfini erano di una specie particolare. Sulla spiaggia parliamo male dei romani e questo fa gongolare Claudio e la sua ormai nota idiosincrasia per gli abitanti della Capitale. Ci vengono in mente i falchi che nidificano nel faraglione più alto delle Eolie, la Canna e che ieri si sono espressi in meravigliose evoluzioni aeree. Altro bagno e poi al supermarket che fa mezza giornata in occasione delle festività per San Bartolomeo, non senza essere passati prima a comprare il pane al forno, dove la Fornaia ci comunica che le messe sono iniziate alle 7:00 e si sono susseguite per tutto l'arco della mattinata con il pienone. Nella zona ristoro del campeggio divoriamo la pizza bianca, il pane con mortadella e lonzino, la ricotta al forno freschissima e due insalatissime Riomare: avevamo fame. Il pranzetto ci stimola la pennica post-prandiale e ci svegliamo all'ora di cena per cui decidiamo di provare un ristorantino che sembra per oriundi, 'Da Merlo', ma dopo avervi cenato discretamente decretiamo che è più che altro una pizzeria. Torniamo al campeggio satolli e, tanto per cambiare, assonnati. Continuiamo a leggere 'Festa di Piazza' e ci addormentiamo di un sonno profondo.

venerdì 23 agosto 2013

Cronachette di un viaggio in Italia § Eolie, Alicudi e Filicudi


23 agosto 2013

Alicudi e Filicudi

Valentina non dorme bene e si alza immediatamente dopo l'alba, ne approfitta per lavarsi i capelli e depilarsi. Una colazione veloce in tenda e poi via verso l'avventura di questa giornata che si preannuncia densa. Al forno ci aspetta una spasetta di pizza bianca calda col rosmarino, passiamo al supermarket a comprare le pesche noci e ci incamminiamo verso l'altro lato della baia, dove compriamo la Settimana Enigmistica, commentiamo rumorosamente le scelte editoriali di una settentrionale snob e raccogliamo il sorriso compiaciuto dell'edicolante. Ci sediamo su una panchina in compagnia di un canuccio bianco e nero, dopo un paio di schemi di parole crociate arriva un'addetta della compagnia di navigazione, che fa un po' di confusione con gli acconti e le prenotazioni. Arriva la Viking, l'imbarcazione che ci porterà verso Alicudi e Filicudi, capitanata da un tipo simpatico con la voglia di raccontare storie dell'arcipelago. Piccola sosta a Marina Corta per imbarcare quelli che vengono da Lipari paese e sbarcare chi è diretto a Vulcano. Costeggiamo Salina, diretti ad Alicudi, passiamo attraverso alcuni faraglioni, esprimiamo lo stesso desiderio. Il primo bagno al largo è vicino alla Grotta del Bue Marino, dove non si può entrare per un'ordinanza in seguito alla caduta di alcuni massi.

Una ragazza avvista una tartaruga marina e un branco di delfini ci saltella intorno felice. Sono esseri davvero fantastici, che provocano inevitabilmente una profonda tenerezza e simpatia. Non ne avevamo mai visti dal vivo.

Alicudi è sconcertante, si percepisce a pelle un senso di profonda solitudine, sentimento con cui i pochissimi isolani hanno strutturato dimestichezze abituali. Il bagno con la maschera e gli occhialini è bellissimo: pesci ovunque! Torniamo sull'imbarcazione che lascia a terra cinque gitanti ritardatari che ci raggiungeranno con l'aliscafo a Filicudi, isoletta già più vivace anche se il contatto con la natura selvaggia è meno evidente. Sulla spiaggia di sassi durissimi Valentina si addormenta profondamente mentre Claudio compila caselle enigmistiche, guarda il mare e fa un po' di coccole. È arrivata l'ora del bagno o meglio dell'inizio delle esplorazioni nel magico mondo marino, dove abitanti rossi, bordeaux, tigrati, striati, arcobaleno, viola metallizzato, danzano in un tripudio di colori, forme e luci che sembrano volerci incantare e stupire. Torniamo verso il Viking di buon passo, al posto delle due ragazze inizialmente sedute davanti a noi, una coppia. Lo spostamento provoca quasi una rissa sul natante, coraggiosamente sedata dal ragazzo dell'equipaggio che stava cercando un approccio con una delle due giovani. Un gruppetto di giovani delfini dalla pancia bianca saltella fanatico tra le onde, suscitando in noi gran stupore. Sono bellissimi, proprio come vengono descritti nelle fiabe giocano con gli esseri umani senza difficoltà. Riprendiamo la traversata soffermandoci davanti alle macine di pietra usate in antichità per olio, grano e pomice, passiamo davanti a Pollara e poi ci tuffiamo nelle acque limpide delle cave di pomice, lo scenario subacqueo è incredibilmente lunare.

Torniamo a Canneto stanchi e felici, doccia e poi, verso il forno dove ci aspetta la pizza, che mangiamo nell'area ristoro del camping dove sembra essersi materializzata una strana ragazzina che pare appartenere a qualche epoca precedente. Prendiamo il bus verso Lipari paese e compriamo alcune ossidiane, che ci vengono incartate in una busta con dei delfini stampati. Cerchiamo invano un gelato decente e ripieghiamo su un cornetto black & white della Motta e una coppa del nonno.

Andiamo nel negozietto “La casa eoliana”, non hanno più la crema al rosmarino purtroppo ma un suggerimento per un libro che acquistiamo per Nonna Augusta e che ovviamente iniziamo a leggere a Marina Corta mentre aspettiamo l'esibizione di Roberto Vecchioni che si rivela più un comizio che un concerto. Torniamo a Canneto attraversando un fiume di persone venute a Marina Corta per la Festa di San Bartolomeo e per lo struscio serale.

Nella tenda caciarona ha luogo un incontro ravvicinato tra una delle caciarone e un ragazzo-megafono che ha intenzione di comunicare all'intero campeggio i propri movimenti e pensieri, se possono essere considerati tali.

giovedì 22 agosto 2013

Cronachette di un viaggio in Italia § Canneto di Lipari

22 agosto


Ennagono o nonagono e il saluto delle meduse

Ci svegliamo di buon mattino, salutiamo il vicino di tenda ingegnere edile motociclista e la sua dolce metà, con una domanda da Settimana Enigmistica: come si chiama un poligono con 9 facce/lati? Non saprebbe proprio, ci risponde quasi farfugliando un “forse semplicemente poliedro?” “Vedi se la definizione entra nelle caselle”. La risposta non convince Claudio che ricorda almeno il nome del poligono con 10 lati, decaedro gli pare, mentre Valentina ha vaghe reminiscenze di un dodecaedro, controlleremo poi e scopriremo che il nome è ennagono o nonagono.

Il primo bagno della giornata è nell'acqua placida e cristallina, poi andiamo al forno per la pizza bianca col rosmarino e un panino doppio. Arriviamo dall'altra parte della baia per acquistare una maschera da nuoto perché quella che era stata prestata a Claudio si è rotta dopo il primo bagno, con l'occasione compriamo anche degli occhialini-maschera non fastidiosi. Prenotiamo la gita in barca ad Alicudi e Filicudi per l'indomani con la Compagnia Regina.

Mentre stiamo per versare l'acconto squilla il telefono: è Francesco, nostra conoscenza liparota, che ci chiede di fare colazione insieme da Papisca, dove prendiamo caffè e granite. Parliamo un po', ci raccontiamo un anno in pochi minuti, ci lamentiamo dell'incompetenza dei politicanti italiani, ottenendo l'esplicita simpatia da parte di un'insegnante liparota naturalizzata riminese.

Ci salutiamo augurandoci di vederci nei giorni a venire. Il bagno di mezzogiorno è divertentissimo, ci tuffiamo nelle meravigliose acque eoliane dopo aver letto alcune pagine del libro di Costa con la maschera e gli occhialini: è uno spasso vedere i pesci, il fondale e la luce che filtra nell'acqua verde-azzurra.

Ci asciughiamo al sole, andiamo al supermarket per il companatico e torniamo al campeggio dove due ragazze dall'aria simpatica hanno preso il posto dell'ingegnere edile motociclista mentre un camper ha quasi parcheggiato sul nostro stuoino. Le ciarle della tenda accanto ci risvegliano dal sonnellino pomeridiano, usciamo dal campeggio per riattraversare la baia verso un supermercato dove speriamo di trovare delle penne visto che quella portata da casa ha preferito restarsene in spiaggia.

Sulla via del ritorno discutiamo del libro “L'immaginazione al podere” in cui l'autore sostiene fondamentalmente che le droghe hanno aperto la via alla rivoluzione culturale degli anni '60 e '70 mentre la nostra idea in merito è diametralmente opposta: le droghe hanno distrutto la rivoluzione culturale che per un momento è sembrata possibile. Mentre discutiamo animatamente entriamo in un emporio dove troviamo la scopetta per la tenda e un 'veterano', che negli anni '70 intraprese un improbabile viaggio da Lipari a Goa in autostop in 100 giorni. Altro che 'Into the Wild'... posiamo le cose in campeggio e torniamo al mare dove ci accolgono delle strane meduse senza filamenti.

Il bagno è velocissimo ma ci crogioliamo al sole di fine agosto fino all'ora della sfornata degli arancini caldi da Papisca, li mangiamo con mozzarella e spinaci, melanzane e ricotta al forno, bianco con la mozzarella. Una brutta sorpresa ci manda gli arancini di traverso: bottiglie con il volto di Mussolini. Nella baia vediamo sorgere una bella luna arancione che ha, o sembra avere, tutta l'intenzione di sorvolare il monte più che scalarlo. Torniamo in tenda e puntiamo la sveglia.

mercoledì 21 agosto 2013

Cronachette di un Viaggio in Italia § Isole Lipari

21 agosto 2013

Dal 'Continente' all'Isola, arriviamo a Lipari

Quando ci svegliamo siamo all'incrocio tra Reggio Calabria e Villa San Giovanni, arriviamo al porto poco prima delle 3:30, il primo traghetto, 'u ferribbot' Caronte, parte alle 4:00. Niente fila, niente traffico. Lungo la traversata del breve tratto di mare che separa – o unisce – il 'continente' con la Sicilia, la luna si nasconde per farci vedere meglio le luci sulla costa dell'isola.
 
A Messina ci accoglie il Bar Italia con cornetti e brioches appena sfornati, dove possiamo bere un buon tè freddo e attendere con tutta tranquillità l'arrivo del bus per Milazzo. Niente da fare: Claudio viene attaccato da zanzarine feroci e comincia a smaniare, risultato? Ci ritroviamo nel piazzale della stazione, mal frequentato a quell'ora (di notte? di giorno?).
 
Finalmente arriva il nostro Giuntabus, che vola verso Milazzo.
 
La sola vista dei monti siciliani dà la sensazione di vacanza. Non c'è coda agli aliscafi e il viaggio procede placidamente. Claudio crolla in un sonno mattutino e il temporale che sembrava voler minacciare le nostre vacanze ci abbandona a Milazzo.
 
Lipari è calda e assolata, dobbiamo attendere un po' l'apertura della reception prima di poter montare la tenda e gonfiare li materassino per concederci una mezza giornata tra le braccia di Morfeo. La tenda è uno spettacolo, semplicemente fantastica, ce lo dice anche Bartolo del campeggio. Il mare è un po' mosso, l'acqua calda e accogliente ci coccola portando via la stanchezza dalle gambe e dal corpo.
 
Canneto di Lipari è IL mare e IL mare d'estate, acqua calda, subito profonda, pulita e cristallina, visuale splendida, pesci e pescetti e qualche medusa ogni tanto, spiaggia di sassolini su cui è quasi impossibile camminare senza fare stranissime smorfie e che regala un meraviglioso massaggio rigenerante sotto la pianta dei piedi appena in acqua, insomma, un sogno. Appena usciamo dalla spiaggia incontriamo il mitico Cosimo.
 
Il mare, è noto, mette appetito e non possiamo esimerci dal mangiare arancini con le melanzane appena sfornati da Papisca, semplicemente squisiti, di fronte al mare liparota, con Stromboli e Panarea all'orizzonte. Claudio può finalmente ri-assaporare gli spiedini di pesce-spada, nella rosticceria, incontriamo una comitiva di sordo-muti che fa una gran caciara, bimbi belli, personaggi vari e una bambina che somiglia incredibilmente a Charlotte Gainsbourg. Il supermarket è ancora aperto, prendiamo il tè e un pacco di Pavesini per la colazione dell'indomani, anche se abbiamo tutta l'intenzione di andare al solito forno.
 
Il nostro giovane compagno di viaggio di Poggio Moiano ha ritrovato i suoi amici, dopo aver fatto rifornimento di cibarie alla rosticceria a Marina Garibaldi si sono incamminati verso la white beach, che bianca non è ma un po' fighettina sì. Torniamo in campeggio e crolliamo in un sonno ristoratore, non senza prima esserci crogiolati nella bellissima tenda che Mamma Lucilla, Papà Pietro e Claudio hanno regalato a Valentina, adesso munita anche di una poltroncina che ci è stata regalata da un gruppetto di ragazze e ragazze che, ci hanno assicurato, avrebbero portato il maltempo verso Catania.
 
Ci svegliamo e andiamo al mare, dopo un bel bagno facciamo la doccia e ci incamminiamo, in autobus naturalmente, verso Lipari paese. Il corso piuttosto frequentato ci fa rilassare il passo già vacanziero, virando verso un'andatura da bradipo.
 
Da 'Mancia e fui', la rosticceria sul corso divoriamo fagottini appena sfornati con le verdure e con gli spinaci, portiamo verso Canneto un calzone con il prosciutto e un fagottino con le melanzane da leccarsi i baffi. Non ce n'eravamo accorti l'anno scorso ma la rosticceria ha come logo una giraffa motociclista, sorridiamo contenti e ci avviamo verso la baia con il nostro bottino culinario in mano. La luna quasi piena sembra volersi arrampicare sul monte fino alla croce illuminata dal neon e da altre lucette artificiali.
 
Torniamo in tenda rilassati, felici e satolli. Accanto a noi un gruppetto casinista di ragazzette che Claudio spera andranno via l'indomani. Leggiamo qualche riga de 'La festa di piazza' di Costa, edizione Sellerio, cos'altro in Sicilia?, cercando di sovrastare le impegnate ciarle delle tre vicine sull'abbinamento di magliette e pantaloncini, il sonno ci coglie prima che la loro conversazione sia finita.

martedì 20 agosto 2013

Cronachette di un Viaggio in Italia § Lipari e le Isole Eolie

20 agosto 2013

In viaggio verso la Sicilia

Partiamo rilassati dopo un po' di riposo post-pittura e scartavetratura. Colazione con Mamma Lucilla e Papà Pietro a casa di Claudio, che ricambiano con un gustoso pranzetto e caffè a casa di Mamma Enza e Papà Giancarlo.
 
Mentre Claudio è al lavoro, Valentina prova invano a dormire un po', tra il telegramma alla sorella di Dino che non vuole saperne di partire, gli aggiornamenti ai social network e altre cosette, le cinque arrivano presto, bisogna fare la doccia, chiudere la valigia blu con il tascone ed eccoci pronti per prendere il pullman che ci porterà alla stazione.
 
Salutiamo Papà Giancarlo, già in cantina, arriviamo in fermata e, dopo quattro autobus, arriva il nostro. In stazione c'è da aspettare un'ora e mezza e non ci sono ovviamente baretti con comode sedie dove attendere, per cui compriamo la Settimana Enigmistica e ci assestiamo su una panchina di cemento.
 
Tra una definizione e l'altra arriva il pullman per Messina, ai nostri posti, via si parte! Una meravigliosa luna blu ci fa dimenticare il giramento di testa per le due scosse di terremoto, lievi, con epicentro nei Monti Cornicolani, del pomeriggio, e ci illumina un paesaggio fantastico.
 
Il viaggio in autobus è veloce, dormicchiamo un po', Claudio riesce ad addormentarsi....

domenica 4 agosto 2013

Papisca e Macia e Fui, gli arancini di Lipari

Gli arancini in Sicilia sono un'istituzione e nelle Eolie, a Lipari, è possibile trovarne di ottimi da Papisca a Canneto e da Mancia e Fui nel corso del paese. 

Papisca è un bar, gelateria, rosticceria, tavola calda piuttosto frequentato a Canneto, nella zona balneare più conosciuta dell'isola di Lipari. I tavoli all'aperto sotto un ampio gazebo consentono di godere la vista del mare e della splendida baia mangiando un arancino appena preparato, vivamente consigliati quelli con le melanzane, o un piatto di tavola calda. Il gelato, come ovunque a Lipari, non è un granché e neanche la granita, ma la brioche calda inzuppata anche in una mediocre granita davanti al mare ha un suo fascino. Sfornano i preparati salati due volte al giorno, all'ora di pranzo e a quella dell'aperitivo, è bene chiedere l'orario preciso sia perché dopo poche decine di minuti gli arancini vengono spazzolati dalla folta clientela, anche locale, sia perché gli ottimi arancini sono squisiti se mangiati caldi. Nota di colore, che sicuramente a molti potrebbe dare fastidio, la presenza di bottiglie e quadretti con foto di Mussolini.

Mancia e Fui si trova nel corso principale di Lipari, è una piccola rosticceria con qualche panca sul marciapiede che ha aperto non da moltissimo ma che ha già spiazzato la concorrenza con una fila costante di avventori che si forma a qualunque ora, per lo meno nel mese di agosto. Si scendono alcuni gradini e si viene immersi nella tipica rosticceria messinese con pitoni (una specie di calzoni), fagottini, arancini, pizzette. Assolutamente strepitosi i fagottini con melanzane, zucchine, mozzarella e quelli con gli spinaci. Ottimi gli arancini, consigliati quelli 'eoliani' o 'liparoti' con tonno, capperi, pomodoro fresco e un pizzico di cipolla che non dà fastidio anche a chi non ama molto questo ingrediente. Neanche a dirlo, soprattutto la sera gli arancini vanno prenotati per telefono se si spera di trovarne, altrimenti gli altri pezzi di rosticceria sono comunque da provare.

giovedì 25 luglio 2013

La Lupa Romana

Bontà tradizionali in chiave contemporanea

Via Roma 83/85 Moricone   Roma

Un’antica osteria tradizionale conosciuta da cacciatori e persone della zona, caduta in disgrazia e recentemente riportata a nuova vita da giovani cuochi con la passione per i prodotti genuini e le ricette tradizionali. Sosta rinfrancante dopo una bella passeggiata tra le bellezze dei Monti Lucretili o meta di una gita fuori porta alla scoperta della meravigliosa Sabina romana e dei suoi sapori. Alcuni anni orsono, la Lupa Romana era rinomata per la cacciagione cucinata con maestria, oggi è nota per l’ottima cucina che spazia dal cinghiale (su prenotazione o se si è molto fortunati) alle paste fatte rigorosamente in casa e condite con prodotti locali, tra cui il prelibato olio extra vergine di oliva Sabina DOP, agli antipasti originali e gustosi in cui si coniuga perfettamente la creatività contemporanea con i sapori della tradizione per arrivare all’ottima carne alla brace e ai delicati dolci. Del passato ha mantenuto la struttura architettonica, quella di una tipica osteria di paese degli inizi del secolo scorso con le grandi porte a vetri protette da scuri di legno e adornate con tendine ricamate, ricavata all’interno di quella che probabilmente un tempo era una stalla, e l’accurata scelta di materie prime di qualità.