venerdì 30 agosto 2013
Agriturismo Redipuglia, Alberese (GR)
Abbiamo trascorso dieci giorni in agosto, prenotando prima, in uno degli appartamenti dell'agriturismo e siamo stati benissimo. I fattori sono meravigliosi, il luogo è perfetto per rilassarsi in campagna a circa 7/8 chilometri dal mare, comodamente raggiungibile in bicicletta. I locali sono puliti, arredati con gusto modernamente rustico e la fattoria è piuttosto grande, per cui la mattina ci si sveglia al cantar del gallo e la sera si possono ammirare le stelle in un cielo nero e non inquinato. L'agriturismo non è provvisto di ristorante. La quantità di zanzare è da Maremma toscana, quindi è bene partire attrezzati. Adattissimo a chi ama la vita in campagna, i ritmi lenti, per chi cerca un rinnovato rapporto con la natura seguendo i propri bioritmi. Assolutamente sconsigliato a chi cerca la vida loca, il resort attrezzatissimo o le 'comodità' della città.
Cronachette di un Viaggio in Italia § A casa!
30
agosto
Il
viaggio sull'autobus è lungo e viene spezzato nella notte con una
sosta a Sala Consilina, dove la luna si fa vedere, è stupenda,
piccolina, uno spicchio, non piena come all'andata ma decisamente
bella.
Sul percorso il pullman produce gli armonici e qualche
apparecchio per la riproduzione musicale diffonde sorde note di Paolo
Conte, sì proprio la musica che tormenta Baiamonte nei libri di
Costa che ci hanno accompagnato durante queste vacanze eoliane, ormai
giunte al termine.
Claudio si addormenta, seguito poco dopo da
Valentina che si sveglia con le prime luci del giorno che illuminano
il contorno dei nostri monti.
Il sole si nasconde dietro i Lucretili
illuminando di rosa, giallo, arancio il celeste del cielo che si apre
un varco nel blu scuro della notte.
La luna è sempre con noi. Appena
arriviamo alla Stazione, Roma ci dà il benvenuto a modo suo:
facendoci uscire dai gangheri in men che non si dica ma al tempo
stesso rinfrancandoci con un cappuccino degno di questo nome a prezzo
onestissimo.
Arriviamo a Mentana nella casa dipinta di fresco. Farsi
una bella doccia e poter usufruire di un vero bagno privato dopo
giorni di campeggio e un lungo viaggio è un piacere indescrivibile.
giovedì 29 agosto 2013
Cronachette di un Viaggio in Italia § Eolie e Messina
29
agosto
Si riparte
La
mattina l'intestino di Valentina è in perfetta forma.
Prepariamo le
valigie e smontiamo la tenda in men che non si dica, lasciamo i
bagagli nella zona giorno e andiamo al mare, dove incontriamo
Corrado, ci facciamo quattro risate con le sue storie partenopee.
Facciamo il bagno, tra pesciolini che cominciamo a riconoscere e
pesci che ci meravigliano perché siamo convinti di non aver mai
visto.
Andiamo a fare il nostro giro di compere mattutine, salutiamo
la fornaia, acquistiamo qualche souvenir gastronomico e l'occorrente
per i panini. Il cielo si rannuvola per qualche minuto, giusto il
tempo di farci ombra mentre camminiamo e ridare poi spazio al sole
durante l'ultimo bagno.
Recitiamo l'ohm nell'acqua e salutiamo a
nostro modo Canneto. Poi via al campeggio dove incontriamo Corrado e
un ragazzo taciturno, Corrado ci saluta, magari ci incontreremo di
nuovo un giorno, chissà. Ci facciamo la doccia, mangiamo e ci
prepariamo per andare a prendere l'aliscafo dal porto di Lipari.
Aspettiamo un po' sul pontile, il tempo di ripercorrere con la
memoria visiva la meraviglia dell'isola, con la sua zona
archeologica, la movida, il castello, gli anfratti e le baie da
favola. Saliamo sull'imbarcazione, salutiamo le Sette Sorelle,
chiacchierando mentalmente con le varie isole.
La costa siciliana ci
dà l'idea di terra, anche un po' desiderata, come dopo un lungo
viaggio in mare.
Dal porto degli aliscafi al deposito bagagli il
tratto è breve, lasciamo le valigie e ci incamminiamo nel città.
Messina ci offre le sue delizie, prima tappa, le ceramiche, poi la
sosta obbligata al Chioschetto ottocentesco dove è possibile gustare
la più buona spremuta d'arancia che si possa immaginara, per cui
decidiamo di bissare dopo aver pasteggiato con gli spettacolari e
giustamente rinomati arancini di Famulari, che ci 'concede' di
portare fino a Mentana un vassoio di arancini se e soltanto se gli
promettiamo solennemente di rispettare alcuni accorgimenti per
poterli gustare ancora buoni nonostante lo strapazzo del viaggio.
Il
pullman sembra non voler arrivare e quando giunge è pieno e non c'è
posto per i bagagli. L'autista trova il modo di farci salire a bordo.
Passiamo lo stretto salutando dal ponte le 'nostre' isole e ci
addormentiamo a fatica.
mercoledì 28 agosto 2013
Cronachette di un Viaggio in Italia § Salutiamo Canneto
28
agosto
Salutiamo Canneto
Dopo
due notti non particolarmente rilassanti, ci alziamo e ciondoliamo
verso la spiaggia, il mare è calmo ma freddino per gli standard
eoliani.
Claudio crede di scorgere qualcosa di simile ad una medusa,
usciamo e facciamo colazione sulla spiaggia. Proprio in quel momento
arriva Corrado con la sua attrezzatura da sub, entra in acqua e
sostiene di aver visto un polipo gigante. Claudio malignamente pensa
che sia di dimensioni alquanto ridotte. Ci scaldiamo un po' al sole
che si esprime in tutta la sua magnificenza tra nuvole meravigliose,
poi ci dirigiamo verso il giro di compere mattutine.
Paghiamo il
campeggio e pranziamo nella tarda mattinata cercando di risolvere,
invano fino alla chiamata a Mamma Lucilla, uno schema enigmistico di
Ghilardi o Bartezzaghi che proprio non ci veniva. Torniamo in tenda,
sonnecchiamo, leggiamo, così come Valentina ha scoperto il
fantastico mondo marino superando la diffidenza verso maschere e
occhialini, così Claudio si è lasciato trasportare nel vortice
della fantasia attraverso la lettura di semplici parole e si è fatto
contagiare dall'atteggiamento del lettore incallito.
Prendiamo
appuntamento con Francesco per il bagno pomeridiano in cui ci fa
scoprire una quantità di varietà di pesci, pesciolini e creature
del mare, spiegandoci come si chiamano e che abitudini hanno. Ci
spiega anche come li cucina sua madre ma tant'è. Ci diamo
appuntamento 'Da Merlo' per una pizza di arrivederci. Ci asciughiamo
al sole, godendo questi ultimi attimi di meravigliosa bellezza,
cercando di imprimere nella nostra mente il profilo della baia e
delle isole di fronte a noi, cerchiamo di scorgere qualche sprazzo di
rosso dalla sciara di fuoco che contrasta con i colori decisi del
mare.
Ci crogioliamo a riconoscere i contorni di Panarea, con la sua
bianca perpendicolare che si tuffa nel mare con dietro il conico
Stromboli, ogni puntino bianco, ogni casetta nella baia sembra
volerci salutare, farsi ammirare ancora una volta. Il verde scuro si
alterna all'argilla con sprazzi di bianco e il tutto è unito nel
liquido elemento che racchiude in sé tutti i colori dell'arcobaleno.
Torniamo in campeggio già con la nostalgia di questo posto così
unico e così semplicemente bellissimo.
Ci prepariamo e ci incamminiamo
verso la pizzeria. Mangiamo una Messinese, una Norma, una Campagnola
senza spinaci e con pancetta, l'impasto è spesso, più simile a
quello napoletano che a quello romano, il condimento è siciliano,
generoso e gustoso. Chiacchieriamo e ci salutiamo con la voglia di
incontrarci nuovamente.
Non abbiamo voglia di andare subito in tenda,
la notte è calda, il venticello rinfresca quel tanto che serve per
non sudare, il cielo è limpido e il mare è troppo invitante.
Ci
accoccoliamo sulla spiaggia di sassi, tra persone che hanno allestito
pic-nic molto chic con tanto di flute e vestiti da sera, sembra quasi
di essere in una coreografia di Pina Bausch. La nostalgia per quel
mare incantevole, per la baia assolutamente perfetta, per la dolcezza
della temperatura dell'acqua, per la stupenda meraviglia delle Eolie
inevitabilmente ci intristisce un po'.
Torniamo al campeggio e ci
addormentiamo satolli e rilassati.
martedì 27 agosto 2013
Cronachette di un Viaggio in Italia § Giornata pigra
27
agosto
Una giornata pigra
La
notte insonne ha un risvolto positivo: vediamo la meravigliosa alba
nella baia di Canneto.
Un'emozione pura, sole liquido, colori che si
compongono nel mare e sembrano rispecchiarsi nel cielo limpido
incorniciato dal promontorio che definisce la baia. Silenzio colmo di
canti di uccellini e regolare risacca del mare che esprime la più
incredibile bellezza nella incredibile varietà di gradazioni
luminose.
Questa unicità liparota ci rilassa e ci tranquillizza, sì,
siamo ancora nel paradiso terrestre eoliano. Niente mare oggi,
dormiamo quasi tutto il giorno e ci svegliamo la sera giusto in tempo
per andare a Lipari paese, dove Claudio può gustare degli squisiti
fagottini.
Ci addentriamo tra i vicoletti e ci ritroviamo a Marina
Corta, dove proiettano dei video sulle Eolie.
C'è un relatore molto
elegante che cammina come fosse un polipo ci racconta i suoi ricordi
del film 'Il postino'.
Torniamo al campeggio e affrontiamo una
nottata rumorosa con qualche raffica di pioggerellina e richieste
notturne di limonate. La notte trascorre agitata.
lunedì 26 agosto 2013
Cronachette di un Viaggio in Italia § Canneto, Lipari e una notte insonne
26
agosto
Ha 'dda passa' 'a nuttata
Ha 'dda passa' 'a nuttata
Chiamiamo
Mamma Lucilla e Papà Pietro di buon mattino, stanno ascoltando la
radio e si impietosiscono quando raccontiamo delle nostre esigue
finanze, ci offrono di pagare il campeggio, ringraziamo e rifiutiamo.
Andiamo al mare, che è pieno di meduse rosse, andiamo a Lipari paese
dopo una bella doccia per assaporare gli arancini che Mancia e Fui ha
appena tirato fuori dalla friggitrice, ricarichiamo il telefonino,
compriamo il giornale.
Ci dirigiamo verso la fermata del bus dove
aspettiamo per circa mezz'ora in cui ci lamentiamo dei prezzi
isolani, arriviamo a Canneto con il nostro prezioso bottino di
arancini col tonno e col pistacchio.
Mangiamo in campeggio,
ritroviamo il telefonino e ci addormentiamo pigramente fino a
pomeriggio inoltrato, svegliati da qualche gocciolina d'acqua,
versione liparota del maltempo, che ben presto lascia il posto ad un
bel sole caldo.
Breve bagno in cui giochiamo quasi a riva, Claudio
scopre le comodità della sediola da spiaggia regalataci ad inizio
vacanza. Leggiamo un po' sulla spiaggia, Panarea e Stromboli sullo
sfondo, la macchia mediterranea alle nostre spalle e il rumore dolce
della risacca.
Al tramonto ci muoviamo verso il forno dove
acquistiamo del pane che farciremo con mortadella e accompagneremo
con olive condite e cous cous delle insalatissime Riomare.
Mangiamo
in campeggio, nella zona giorno desolata dall'assenza quasi totale di
campeggiatori. Corrado ci raggiunge col suo carico di pollo arrosto e
storie partenopee.
La notte è un inferno: se Claudio aveva accusato
il colpo dell'arancino caldo nel primo dopopranzo e vi aveva posto
rimedio con due pillole di Imodium, Valentina trascorre l'intera
nottata a correre tra la tenda e il bagno, dopo la quinta pillola di
Imodium riesce finalmente a trovare un po' di pace in un sonno
ristoratore.
domenica 25 agosto 2013
Cronachette di un Viaggio in Italia § Panarea e Stromboli by night
25
agosto
Panarea e Stromboli by night
Ci
alziamo tra le 7 e le 8 di mattina per andare al mare, che è una
tavola, e fare un piccolissimo bagno prima di incontrare una
splendida medusa venuta a salutarci. Colazione in spiaggia e
l'intenzione di proseguire la mattinata tra letture in spiaggia e
Settimana Enigmistica. Ci gongoliamo un po' al sole e poi rientriamo
in campeggio, dove troviamo una piacevole sorpresa e facciamo
amicizia con Corrado, che si unisce a noi nella gita in barca a
Panarea e Stromboli by night. Nel giro di compere mattutino
incontriamo Francesco, prenotiamo la barca, acquistiamo il regalo per
Papà Pietro: una maschera da snorkeling, visto che gli abbiamo rotto
la sua. Passaggio al forno, al supermarket e al supermercato, con
piccola sosta nel negozio delle caramelle, dove ci indicano un
'granitaro', il 'Bar Tano', vediamo il colore del gelato che non
promette bene per niente. Mangiamo in campeggio presto anche per
ricaricare i telefoni. Facciamo un po' di conti: abbiamo speso tutti
i soldi per le vacanze e mancano 4 giorni al ritorno, sarà il caso
di ridurre drasticamente le spese! Corrado arriva, Valentina va a
fare una doccia e Claudio si mette a chiacchierare con lui davanti
alla tenda. Si stanno simpatici e in effetti l'allegria napoletana è
vivacemente contagiosa. Quando parla sembra impegnato in una sua
personale coreografia partenopea e infarcisce qualunque storia con
personaggi che a suo avviso e da buon napoletano, l'universo creato
dovrebbe ovviamente conoscere. O almeno questo traspare dal
disappunto quasi offeso con cui spiega, con il tono usato con i bimbi
che non sanno le cose dei grandi, chi sono e che funzione svolgono
nella storiella che si accinge a raccontare. Sulla musica l'intesa
tra i due non scatta, Corrado non conosce gli Osanna, gruppo
progressive napoletano per intenditori. Per il resto chiacchierano
quasi ininterrottamente riuscendo in un'impresa solitamente quasi
impossibile, far tacere Valentina. Le avventure narrate, sì perché
qualunque piccolo accadimento si trasforma in opera teatrale con
capo-comici ed interpreti minori, nonché una struttura solidamente
consolidata negli anni, sono molto divertenti. È ora di imbarcarci.
Chiacchierando e ridendo arriviamo dall'altra parte della baia,
saliamo sull'imbarcazione che ci farà vedere la Sciara del Fuoco di
notte. Il primo bagno è alle Cave di pomice, due baie dopo quella di
Canneto, dove il verde e l'azzurro del mare si evidenziano grazie al
bianco puro della pomice in uno scenario fantastico da mari tropicali
che fa immancabilmente pensare alla luna, a luoghi esotici e lontani.
La macchia mediterranea si apre per mettere in mostra un cuore di
leggerissima pomice, immancabilmente si vedono persone che si
lanciano giù dalla bianchissima e soffice collinetta verso il mare
incontaminato. Il fondo è visibilissimo anche dalla barca, nella sua
liquida perfezione. Al largo di Panarea ci immergiamo con piacere e
ci ritroviamo in un paesaggio marino inaspettato. Le Eolie sono
bellissime anche perché sono davvero una più bella dell'altra e da
una baia ad un'altra gli scenari cambiano rapidamente, il mare è
sempre pulitissimo e cristallino ma i colori variano in modo
incredibile. Ci immergiamo in un blu cobalto completamente
trasparente, con pesci di ogni forma e colore, che danzano sinuosi
intorno a noi. Gli anfratti offrono spettacoli naturali di rara
beltà. Tanto ci piace fare il bagno al largo di Panarea quanto non
ci piace immergerci nelle stradine pedonali percorse a folle velocità
da macchinine da golf contenenti ricchi vacanzieri che hanno tutta
l'intenzione di mettere in mostra la corposità dei loro conti
bancari. Molti milanesi, frotte di snob griffati dalla testa ai
piedi, a volte lasciati scalzi per ulteriore dimostrazione di spregio
verso il vil denaro, ovviamente con costosissimi calzari casualmente
tenuti in bella vista che fa tanto chic trasandato. Avremmo un'ora
per visitare l'isola più fighetta dell'arcipelago ma non abbiamo
voglia di inerpicarci per visitare la città preistorica e dopo
mezz'ora ci riavviciniamo alla barca, con il desiderio di tuffarci
nelle acque eoliane senza pensare a quanti soldi vengano sperperati
in quest'isola per puro gusto dell'ostentazione. L'imbarcazione salpa
e arriviamo nell'altro scrigno di tesori naturali per paperoni, che
però sono talmente consolidati nella loro certezza di superiorità
economica di fronte alla media delle persone che non hanno neanche
bisogno di ostentare. Stromboli è una rivelazione: un luogo magico
dove gli elementi si compenetrano in un equilibrio perfetto tra il
dionisiaco e l'apollineo. L'energia dell'isola è, a dir poco,
possente. Il nero della sabbia danza con i verdi delle pale dei fichi
d'india i ciuffi d'erba, piante di capperi sembrano muoversi di
concerto con bouganville e hibiscus dei colori più fantasiosi. Il
tutto profumato da zaffate di gelsomino che pervadono l'aria non
inquinata dal traffico e già aromatizzate naturalmente dalle erbe
scaldate dal sole eoliano. Il paesino è vivacissimo e hanno granite
e gelati decisamente degni di questo nome che ci rimettono in
sintonia siciliana con l'arcipelago. L'acqua è caldissima, la
spiaggia di finissima sabbia nera raccoglie il calore del sole e
quello del vulcano perennemente attivo. In men che non si dica è
tempo di risalire in barca, la nostra gita prosegue verso
Strombolicchio, cratere di 400.000 anni, un vecchietto in confronto
allo Stromboli che ne ha 'soltanto' 200.000. Sull'anziano cratere
ormai divenuto svoglio c'è un faro e quello che ci sembra essere un
airore bianco. La tentazione di farci lasciare sull'isolotto,
guardare dal faro la sciara del fuoco che incontra il mare, le stelle
e l'alba è forte ma resistiamo e ci dirigiamo con l'imbarcazione
verso la sciara. Il vulcano ci saluta appena con un paio di
spruzzatine, avremmo il desiderio di tornare quando è in piena
attività. Il via-vai di escursionisti è notevole e ci riserviamo di
tornare a scalare i vulcani della Trinacria col tempo più fresco
nelle altre tre stagioni dell'anno. Le stelle nel cielo sono talmente
tante che non riusciamo neanche ad individuare il Grande Carro per
parecchi minuti. Ci lasciamo alle spalle il dorato panfilo di Dolce e
Gabbana, ci rammarichiamo dei loro guai col fisco con una serie di
improperi irripetibili. Torniamo a Canneto con la voglia di rivedere
Stromboli e i vulcani siciliani. Dormiamo un sonno profondo.
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