Siamo andati a mangiare a Lubriano per caso, eravamo andati a Bagnoregio per Sapori d'Autunno e abbiamo deciso di mangiare al Frantoio. L'atmosfera è davvero particolare e il luogo potrebbe già essere meta di una gita, peccato per la quantità di fiori finti, non di carta, proprio quelli di plastica che sinceramente a noi non piacciono molto.
Sul menù c'è un avvertimento chiaro, è bene posare l'orologio altrove e lasciare la fretta a casa, la qualità richiede tempo. Viste le premesse, ordiniamo antipasto, primo e secondo insieme. L'antipasto è composto da un mix di bruschette, tra cui una con una crema di tartufo delicatissima che fa ben sperare, l'olio è sincero.
Dopo un'ora arriva il primo: gnocchi con funghi e tartufo. Che spettacolo! A fine pasto abbiamo chiesto conferma ed effettivamente gli gnocchi sono preparati al momento, per cui vengono fatte bollire le patate e impastati su ordinazione, il risultato premia davvero la lunga attesa. Il sapore delle patate ha evocato senza alcun dubbio quello di quando Nonno Dante era ancora con noi. Una delizia del palato.
La grigliata di carne è arrivata dopo un tempo di attesa ragionevole e le salsicce erano perfettamente cotte sulla brace a fuoco evidentemente lento. Ottimo.
Sconsigliato se si ha fretta: è l'esatto contrario del fast food. Il prezzo è onesto.
martedì 19 novembre 2013
lunedì 18 novembre 2013
Tempio del Gusto, Spoleto: tanta forma e poca sostanza
Siamo andati domenica, anche molto incuriositi dalle recensioni sui siti community. Il ristorante si presenta benissimo, molto carino, il personale affabilissimo e molto cortese, l'atmosfera intima e raccolta di un locale rustico con stile, i tavoli apparecchiati con gusto. Abbiamo ordinato due menù del territorio composti da antipasto, primo, secondo, dolce, caffé, acqua, pane e vino al prezzo di 35 euro per un totale di 70 euro in due. Il menù era composto da un millefoglie con formaggio fuso, per il primo abbiamo optato per gli strangozzi al tartufo, per il secondo la nostra preferenza è andata al maialino in crosta e il dolce era quello tipico di Spoleto. Il vino era buono, il pane anche, pur se poco lievitato, il dolce non male, i piatti presentati alla perfezione e il servizio decisamente impeccabile, i piatti, purtroppo, non erano all'altezza della presentazione: il millefoglie era a strati seppur la sfoglia fosse croccantissima, il formaggio non era squisito, il primo con tartufo era troppo saporito, gli strangozzi troppo lisci per il tipo di condimento, che comunque era troppo saporito e copriva l'aroma del tartufo fresco, la carne di maiale non cotta e sinceramente si può avere un manzo al sangue ma il maiale proprio no.
Che dire, tanta forma ma poca sostanza.
Che dire, tanta forma ma poca sostanza.
venerdì 15 novembre 2013
Bagnoregio
A meno di un'ora di macchina da Roma si estende una valle incantata in cui si staglia un borgo abbarbicato su un'isolotto in un mare di calanchi argillosi. Civita di Bagnoregio è uno dei borghi più belli d'Italia, luogo popolato da personaggi dello spettacolo e della cultura che lì hanno trovato terreno fertile per ristorarsi e nutrire la propria creatività, e da persone incuriosite dalla città che muore, posto insolito dove camminare tra i vicoletti fermandosi in una cantina per un bicchiere di vino sincero e una buona bruschetta senza il rumore del traffico. Civita è il luogo più famoso, ma basta fermarsi qualche metro prima del ponte pedonale per immergersi in una cittadina vivace con viuzze fiorite, case antiche e quell'atmosfera provinciale di un paesotto dove ci si conosce per nome, cognome, soprannome e albero genealogico. Bagnoregio è meno nota di Civita di Bagnoregio eppure è un luogo davvero particolare da cui partire per esplorare la meravigliosa zona del viterbese che si snoda intorno al Lago di Bolsena.
lunedì 4 novembre 2013
Terme Vescine a Suio, Castelforte (LT)
Siamo andati dopo aver visto una pubblicità su internet. Abbiamo dato uno sguardo alle recensioni ed effettivamente è stata una bella scelta. Non abbiamo provato l'albergo, bensì le piscine termali, una meraviglia: completamente immersi nel verde della valle, personale gentilissimo e tre diverse vasche, due all'aperto e una al coperto, una più bella dell'altra. Torneremo alla riapertura degli impianti, i prezzi per l'albergo ci sono sembrati un po' alti, l'ingresso in piscina è intorno ai 20 euro e nel chioschetto si possono gustare ottimi panini, insalatone e altri piatti adattissimi alla gita, a prezzi normali. A poco più di un'ora di macchina da Roma.
giovedì 5 settembre 2013
A Messina ci sono due posti dove è obbligatorio andare almeno una volta nella vita: il Chiosco Ottocentesco di Piazza Cairoli per un'aranciata da ricordare o una limonata unica e da Famulari per gli arancini più fantasiosi e buoni della città che possono essere annoverati senza ombra di dubbio tra i più gustosi del mondo intero.
Da Famulari, l'ultima volta che ci siamo andati c'erano 33 tipi di arancini senza contare tutte le tipicità della rosticceria messinese, dai pitoni (una specie di calzoni) ai fagottini, dalle pizzette agli arancini al trancio. Gli arancini sono squisiti dal primo all'ultimo e consigliarne uno sarebbe riduttivo, dipende dal gusto personale. La caratteristica generale è la gran quantità di condimento e la perfetta combinazione degli ingredienti del ripieno per ottenere un insieme organico e perfettamente armonico. Si può mangiare in piedi, ai tavolini informali all'interno e all'esterno del locale o portare via le prelibatezze della rosticceria più famosa di Messina, frequentata anche da star, politici e starlettes che vogliono deliziarsi con delle specialità introvabili altrove. Ovviamente appena preparati sono dei capolavori, ma anche il giorno successivo mantengono le loro caratteristiche. Noi ne abbiamo mangiati al tavolo, andando in estasi per quelli fatti al momento, 'dello Stretto', 'piedi' e 'salmone', e godendo insieme ai nostri familiari, dopo un viaggio di centinaia di km, della squisitezza di un prodotto decisamente eccellente anche quando gustato non nella pienezza della sua espressione.
Prima e dopo l'abbuffata di arancini scatta la sosta al chioschetto ottocentesco di piazza Cairoli. Il nome non tradisce il luogo: è un chiosco vero e proprio, di materiale metallico, con vetri e i posti a sedere in una specie di giardinetto popolato da messinesi di tutte le età e da molti giovani e giovanissimi. La storia del chioschetto si intreccia con quella della città. Specialità: la spremuta di arance con una punta di granita di arance, semplicemente squisita, piace a chiunque, e la limonata al sale, strepitosa ma un po' particolare, non tutti la amano.
martedì 3 settembre 2013
Lapillo Gelato, gelati e granite degne di questo nome a Stromboli
Le Isole Eolie sono uno dei luoghi più belli sulla Terra ma la pasticceria non sempre è all'altezza della tradizione dolciaria siciliana, giustamente famosa un po' ovunque, una delle cose che non sempre si trova con facilità, con alcune eccezioni eccellenti, una in particolare, è la vera granita siciliana, soffice, non stucchevole e preparata con ingredienti rigorosamente naturali e freschi. Da Lapillo abbiamo avuto una piacevole e rinfrescante sorpresa: gelati ottimi, da svenire quello di fichi e davvero squisite le creme, quali nocciola, pistacchio e gianduja, e granite degne di questo nome in territorio siciliano, molto buona quella di mandorle e superlativa quella di gelsi, finora tra le migliori granite di gelsi assaggiate. Non abbiamo chiesto, anche perché eravamo con un gruppo di amici conosciuti nelle Isole, ma la sensazione è che i gusti di frutta varino in base alla stagione, per cui c'è di che esplorare
lunedì 2 settembre 2013
Alfredo, Lingua, Salina. Granite e pane cunzato per arricriarsi
Alfredo è famoso in tutte le Isole Eolie e assolutamente a ragione. Pur se non si soggiorna a Salina, è consigliatissimo fare una gita gastronomica nella frazione di Lingua anche soltanto per assaggiare la granita di mandorle, che può facilmente essere annoverata tra le granite più buone del mondo. Preparata rigorosamente con mandorle vere, cosa piuttosto evidente visto che si sentono proprio le mandorle tritate nel palato, e non con latte o pasta di mandorle, non è troppo dolce e la consistenza è soffice, una poesia. Il pane cunzato è ottimo, ben condito e variamente presentato. Un pane cunzato basta abbondantemente per due persone: le porzioni sono "siciliane". I tavoli all'aperto con vista sul mare sono una splendida cornice per questo posto semplice dove "arricriarsi".
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