giovedì 20 agosto 2026

Cromachette di un viaggio in Italia * Francavilla al Mare * Sambuceto * Francavilla al Mare

 Ci svegliamo presto in questa calda giornata post-ferragostana, svolgiamo alcune faccende domestiche e iniziamo la nostra routine estiva, tra una pedalata sulla ciclabile del mare e un gelato da Cicco. Ci prepariamo poi per una iniziativa a Sambuceto, divertente. Prima di partecipare alla kermesse, ci fermiamo a visitare la chiesa di San Rocco di Mario Botta, un'architettura che di primo acchito ci sembra particolarmente attuale in quanto dalla nostra prospettiva somiglia ad una bomba a siluro conficcata nel terreno, un po' come la bomba di Bomb Love di Bansky, in diagonale, una croce, simbolo di amore, pace e bene, che sovrasta un simbolo di guerra. Entrando nel sagrato che sembrerebbe una citazione forse involontaria della basilica papale di San Paolo fuori le Mura ecco che la struttura, vagamente evocativa dello stile adriatico e anche del rinascimentale capitolino, si erge come ombra bianca, fantasma concreto di una conca bronzea, minacciosa, pericolosamente protesa in equilibrio apparentemente fragile. Chi attraversa il sagrato squadrato e ampio ha quasi la sensazione di venir schiacciato da una croce che si inclina in una via crucis in cui le vite delle persone paiono quelle di burattini con fili leggeri mossi da mano potente al di là e al di sopra di ogni umana fatica. Il senso di pericolo e di incertezza aumentano con l'approssimarsi al portale ampio, un pertugio ferroso, ad informare della meschina piccolezza delle preoccupazioni quotidiane di fronte alla immensa Passione del Cristo ma proprio nell'ecclesia ecco l'organo, onda sonora che idealmente trasporta il senso della pace, della bellezza e della cultura quali antidoti all'orrore della guerra in un mare di stelle, omaggio alla Cappella degli Scrovegni di Giotto, elemento di essenza pittorica che si fonde con la luce che crea lo spazio definendone i confini perennemente mutevoli, mai uguale eppure ugualmente emozionante in ogni sua espressione. L'organo Zanin in effetti venne inaugurato ormai quasi un secolo fa, il giorno precedente alla formale entrata dell'Italia nella Seconda Guerra Mondiale. Nella chiesa il tran tran del mondo sembra fermarsi, il senso di pericolo dileguarsi la calma luminosa invadere uno spazio poco decorato, capanna antica e moderno rifugio meditativo. Al centro si eleva un Cristo in croce, lateralmente una cappelletta più popolare, con qualche eco della ridondanza popolare che Michetti seppe magistralmemte raccontare con forme e colori, transennata un'acquasantiera essenziale. Usciamo verso la mondanità resa meno banale dalle luminarie artistiche abruzzesi ed ecco che, tornando verso Francavilla, una mezza luna di un rosso aranciato, di un rosa dorato ci ricorda che il tempo per stupirsi e meravigliarsi della bellezza del mondo si può trovare anche nella brevità del momento presente.

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