Ci svegliamo tardi nel caldo di questa giornata agostana, svolgiamo alcune questioni familiari, mangiamo e carichiamo sulla Volvo V60 business il necessario per trascorrere alcune ore fuori. Ci dirigiamo velocemente verso Guardiagrele, che in queste settimane è spesso luogo di nostre gite, l'ultima ci ha portato anche nella vicina Fara Filiorum Petri, splendida nella sua essenzialità. Dal mare alle colline il tragitto è breve e vario, le viti cariche di grappoli densi di strabordanti acini pronti anzitempo per la vendemmia pettinano tondeggianti alture punteggiate di bianco e di rosso adriatico, verdura rinfrescante si inerpica sui franosi calanchi su cui ponti si snodano con sinuosa forza. Arriviamo nella cittadella impossibile da esplorare nella sua complessa totalità. Ogni volta c'è un nuovo luogo, una nuova storia, un'eccellenza di cui non si sapeva, una maestria da conoscere, una felicità generata dalle cose semplici, una tenda tessuta e ricamata da mani allenate a far sempre qualcosa di innovativo e particolare, botteghe che rimangono aperte nonostante tutto e altre che da generazioni ripetono rinnovandole antiche arti, mestieri arcaici. Andiamo via prima dell'inizio della notte bianca che rievoca una usanza ignobile. Saliamo sulla Volvo V60 business e ci accoccoliamo tra le generose braccia della montagna, della campagna abruzzesi. Il mare sdrammatizza il confine tra terra e cielo.
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