lunedì 17 agosto 2026

Cronachette di un viaggio in Italia* Francavilla al mare * Chieti Scalo* Guardiagrele* Bucchianico * Francavilla al mare

 Ci svegliamo presto in questa giornata tra Ferragosto e San Franco, patrono di Francavilla, svolgiamo alcune faccende quotidiane, inforchiamo le bici per immergerci nel  tran tran quotidiano della villeggiatura marinara, tra sbadiglianti ombrelloni, sportivi improvvisati o abituati alla fatica dell'allenamento fisico, bianchi cappelli che svolazzano al limitare del fiume e del mare, pescatori che definiscono lentamente la linea di confine tra acqua e cielo, inde luccicanti. Verso l'ora di pranzo carichiamo sulla Volvo V60 business il necessario per trascorrere fuori qualche ora e per un picnic. Il pittoresco porticciolo animato di vele e canoe ci sorride e noi ci dirigiamo verso i calanchi. Guardiagrele ci accoglie con abruzzese generosità, tra le iniziative, i laboratori e la bellezza della mostra dell'artigianato, nei vicoli e nelle piazze sempre più dense di significato, piene di storia e di storie galleggianti sul variegato panorama, uncinetto di colline, mare, montagna, borghi, torri e campanili che raccontano antichi mestieri e innovative colture. Ora ci incuriosisce il castello Ferrari, inaccessibile e misterioso ai piedi del quale l'oreficeria sapiente vanta la creazione dell'ostensorio inviato dall'Abruzzo alla Porziuncola di Assisi, la zecca del Bolognino, antica moneta napoletana diroccata aggrappa la sua esistenza ad una lapide che ne ricorda il vetusto prestigio, le tante chiese che racchiudono il sapere millenario del misticismo d'Abruzzo, le casette affastellate o stentoree, il ghetto ebraico colmo di sofferenze, sise delle monache che imbrattano i vestiti con lo zucchero a velo da spazzolare via con l'apposito strumento, artigianato d'eccellenza e pratiche dimenticate di un paese che sa adattarsi al presente senza perdere la propria identità. Ciuffi di oscure nubi, grigi presagi di un po' di refrigerio, si adagiano negli interstizi tra le colline e i monti cercando invano la via per l'Adriatico. Salutiamo amiche e amici dei laboratori estivi nel cortile fiorito di colorate piramidi della scuola primaria, dopo le chiacchiere sul Ferragosto e gli amuleti d' Abruzzo, convrnyamo che la scelta controcorrente del Lido Urania, noto per le chiassose feste, di spegnere gli altoparlanti per mescolare il suono del mare con la musica classica suonata dalla banda Monteverdi in in tripudio di fumogeni colorati sua stata la più originale, in un momento in cui tutti giocano a chi alza di più il volume, abbassate toni e volumi è la cera rivoluzione. Risaliamo sulla Volvo V60 business e ci inerpichiamo tra le colline per giungere al monastero di San Camillo de Lellis, santo guaritore co-patrono d'Abruzzo insieme a San Gabriele, incastonato come un prezioso gioiello di pregiata fattura in un borgo che ha mantenuto intatto il bellissimo stile adriatico. Nel chiostro una deliziosa Madonna luminosa di fiori e arcobaleni ci svela pudica la sua graziosa beltà. Risaliamo sulla Volvo V60, incontriamo per via, in ordine sparso, la Madonna del Buon Consiglio e o festeggiamenti per Sant'Urbano, ma non torniamo verso Megalò, il centro commerciale di Chieti Scalo, preferendo tornare verso la costa scevra di pioggia e generosa di scrocchierellanti foglie di platano e aria di mare, stasera c'è attesa per il concerto dei The Kolors, l'ultimo della serie di grandi concerti sanremesi della stagione francavillese. 

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