Ci svegliamo presto nell'agosto mentanese. La luce decisamente più chiara, meno bronzea di quella abruzzese, quasi rarefatta e fredda, forse in attesa delle dorate ottobrate romane. Le colline sabine più diradate di quelle affastellate del variegatissimo Abruzzo, acquerelli smaltati nella costanza millenaria delle tradizioni che si rinnovano, innovano e tramandano, limpide linee, arcaici segni nell'antico paesaggio. Carichiamo sulla Volvo V60 business che avrebbe bisogno di una bella lavata il necessario per trascorrere una giornata alle terme e andiamo. Prima di imboccare l'A1 imprechiamo per il costo esorbitante del carburante. Golden mist e forest elf si intrecciano dandoci l'impressione di viaggiare all'interno di un bel quadro di cui siamo elementi e al contempo spettatori. Il Lago di Meana asciugato dalla scarsità delle piogge mostra la sua forma scarnificata. Le terme ci accolgono con la solita meravigliosa essenzialità e trascorriamo una piacevolissima giornata. torniamo a Mentana odoranti di zolfo e con il desiderio di continuare a goderci questa bella estate.
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